mercoledì 30 ottobre 2013

"Nigredo" libro dell'anno per questo 2013 per l'editore I libri di Emil



Nigredo, di Stefano Delacroix è il romanzo della collana Composizioni ( I libri di Emil) che ha maggiormente attirato l'attenzione di lettori e critica nel corso del 2013.

“Si respira, nell'aria, l'aspro odore della Rivoluzione. Lungo le buie strade di Poitiers, nella Francia centrale, il lusso ostentato sovrasta la miseria delle genti del popolo. Occhi iniettati di sangue, assetati di potere, amanti del piacere delle carni, della gloria”. (Valeria Mingolla – Nuovo Quotidiano di Puglia)

“L’autore offre forbite descrizioni storiche al lettore che si intrecciano con una trama interessante, tetra e misteriosa come gli intrugli e le pozioni magiche che si trova a preparare Vincent perchè vuole diventare un guaritore o come molti del suo quartiere parigino lo definiscono l’esorcista. Vuole fare il mestiere del padre, a differenza del padre però guadagnare soldi ingannando poveri bisognosi d’aiuto e senza speranze con preparazioni di medicine naturali. Insomma un ciarlatano dei nostri tempi: guaritore di se stesso più che del male, se pur si professi come Bernardo di Chiaravalle un abile guaritore. Si susseguono episodi tipici di un romanzo noir e storico con riferimenti senza dubbio coinvolgenti e attualizzabili nel nostro presente. È singolare ed è apprezzabile la scrittura di Delacroix colta e mai superficiale nel raccontare il districato destino di Vincent. Bellissimi i riferimenti a Voltaire, Diderot, Montesquieu - i grandi illuministi del 700 francesi e a Rousseau che cita spesso richiamando il concetto di iniquità più che di giustizia e uguaglianza. Eh si è un imperativo che incombe in “Nigredo”: è l’iniquità della vita e della morte, della povertà che alberga nei quartieri parigini e nelle morti disumanizzanti di vittime colpite da malattie dalle quali non si può sfuggire neanche con preparati di erbe e intrugli che sembravano avvelenassero corpi già martoriati.” (Alessandra Peluso – Affari Italiani)


Grande successo di critica e di pubblico per il nuovo libro di Stefano Delacroix dal titolo “Nigredo”edito da I Libri di Emil.

Il libro - Vincent Fernand Daudet, guaritore e realizzatore di pozioni della salute, è un uomo dal passato oscuro, orfano d’arte (il padre era un uomo ‘vissuto pericolosamente’ a metà tra la medicina e l’alchimia esoterica), trafugatore di cadaveri, frequentatore di bettole, avvezzo a miasmi e sollazzi nei postriboli di una Parigi mefitica e pestilenziale, salvatore di fanciulle pudiche, amante di donne fedifraghe, amico di ladri e impostori. Il destino che Vincent ha cucito addosso è quello iniziatico dell’alchimia e dei sentieri esoterici dello spirito. Uno spirito che combina elementi di chimica, fisica, astrologia, medicina, misticismo e religione. L’obiettivo del protagonista è la conquista dell’onniscienza e la creazione di un rimedio a tutte le malattie. E la vita eterna…”
L’autore - Stefano Delacroix è nato a Taranto nell’agosto del 1966, da genitori leccesi. Dopo una lunga militanza giovanile con la band The Act, prodotto da Mimmo Locasciulli pubblica tra il ’94 e il ’97 due album solisti, Ribelli e La Legge Non Vale (ed. Hobo, distribuzione Sony Music). Dedicatosi alla letteratura, pubblica nel 2007 Peristalsi (ed. Il Foglio) e La Memoria del Mare (ed. La Riflessione), nel 2009 Il Sesto (Lupo Editore), raccolta di racconti noir uscita in seconda edizione nel 2012.

Info
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martedì 29 ottobre 2013

RADICAL CHIC DI MINO DE SANTIS NELLA NUOVA COMPILATION REALIZZATA DA PUGLIA SOUNDS E XL DI REPUBBLICA



In uscita giovedì 31 ottobre in allegato a XL di Repubblica - Il brano “Radical Chic” di Mino De Santis, tratto dal suo recentissimo album “Muddhriche”, edito da Ululati, etichetta discografica di Lupo Editore, è stato selezionato per la nuova compilation realizzata da Puglia Sounds e XL di Repubblica, che sarà in edicola giovedì 31 ottobre in allegato gratuito al numero di novembre 2013 della rivista musicale. La compilation, distribuita in tutte le edicole italiane, contiene 17 brani selezionati da Luca Valtorta, direttore di XL, tratti da dischi di artisti pugliesi pubblicati negli ultimi 12 mesi. La scelta di “Radical Chic” non è casuale, infatti, il brano si caratterizza per un testo dai tratti ironici e pungenti, nel quale il cantautore salentino non esita a mettere alla berlina un certo intellettualismo sterile, che a volte caratterizza una certa sinistra. Emerge così una critica, senza mezzi termini, a quanti “uomini e donne liberi dal bisogno, con le spalle sempre coperte da papà”,  “gente distinta e raffinata/figli di una sinistra acculturata/che mangia, parla, beve, scrive e fa opinione ma aspetta il popolo per la rivoluzione” disquisendo per ore “sui mali della terra, sulla miseria, sulla povertà”, come della “Palestina, la vivisezione, e poi il buddismo la contro religione. L’islam, la pace, i clandestini”, ed immancabile “poi la buona cucina”. “Radical Chic” è un esempio, dunque, di come il songwriting di Mino De Santis, partendo dalle radici della cultura salentina, si sia aperto verso un immaginario poetico e critico orientato verso temi di rilevanza sociale e politica.

Muddhriche, il disco

“Chi si nutrirà di queste muddhriche, che lascio qui? Non sono gli avanzi, non sono gli scarti della vita, queste note. Sono il dono di chi mi ha cresciuto, mi ha allevato, mi ha librato nell’aria. “T’aggiu crisciutu cu lu pane e senza pane, muddhrica muddrica. Ti ho tirato su con tutto lo zelo possibile”. Risuona ancora nelle mie orecchie. Perché queste sono le briciole, ma sono anche il mio nutrimento, sono ciò che mi ha insegnato ad accontentarmi e godere delle cose piccole e belle. Come gli uccelli, che vivono un’esistenza intera appagati dai manuzzuli, così ho imparato a far tesoro di quello che la storia mi ha voluto regalare. Ci hanno lasciato le briciole, dice qualcuno, ma noi, uomini del sud, tanimu lu coriu tostu e de le muddhriche nde facimu pane”. Mino De Santis

Ogni qual volta si ascolta Mino De Santis, si hanno ben chiare le sue radici, la sua storia, le origini musicali e i suoi ascolti al juke box. La voce e l'ironia amara di De Andrè, ma anche l'impegno di Stefano Rosso o la compostezza di Paolo Conte. Ma per non abbandonarsi a facili semplificazioni, bisogna fermarsi un attimo e rimettere play.
Mino De Santis è a tutti gli effetti un fuoriclasse, unico nel suo genere perché ama ancora raccontare e lo fa come potrebbe fare un fotografo con le sue istantanee, un pittore impressionista nel fermare tutto su una tela o il saggio del paese nel riferire vizi e virtù della sua gente. Con dovizia e ironia.
Anche in questo terzo album "Muddhriche" prodotto dall'etichetta Ululati (Lupo Editore) si raccolgono piccoli momenti di vita quotidiana, come fossero proprio molliche minute ed essenziali, messe insieme per farne pane e nutrimento. Ci sono le "macchiette", i personaggi del paese: "Lu prete" scaltro e smaliziato o la "La bizoca e la svergognata", apparentemente diverse ma "le stesse e l'hanno sempre saputo".
C'è la bellezza e la malinconia degli "Anni" passati tra casa, chiesa e sogni di libertà ma anche il sud amaro dei "Pezzenti"(feat. Nando Popu / Sud Sound System), quegli immigrati trattati come animali tra "patruni e capurali", senza diritti o assistenza, pagati venti euro alla giornata me definiti lo stesso invasori.
E tra mandolino e fisarmonica, si continua a raccontare di quei "Radical chic", quelli bravi a dare definizioni, che hanno così poco da dire ma tanto da parlare.
A poco a poco le "Muddhriche" compongono il quadro di un uomo che, come ben rappresentato dalla copertina del disco, dall'alto, osserva, riconosce, cerca di individuare quelle briciole, le piccole cose che continuano a dargli godimento. È un carnevale di personaggi e situazioni, dove si respira a pieni polmoni l'aria scanzonata di un bonaccio che ama quello che compone perché è il suo modo di continuare a credere al sogno di anarchia.

Tracklist
1.Anni - 2. Fiche cu le mendule - 3. Radical chic - 4. Sutta ‘na chianta te chiapperu - 5. Lu preute - 6. Porta verde - 7. La pizzoca e la sbergugnata - 8. Ieu fazzu gezz - 9. Certi culi - 10. Pezzenti (feat. Nandu Popu) 11.Arbulu te ulie (bonus track)

Mino De Santis, note biografiche
Mino De Santis - La poesia di Fabrizio De Andrè, il ritmo di Paolo Conte, l’ironia “eretica” di Giorgio Gaber, il racconto disincantato di Stefano Rosso, una passione per la big band alla Renzo Arbore. Tutto questo in un solo cantautore: Mino De Santis. Molti di voi si  stanno chiedendo certo chi sia mai costui. I programmi televisivi non lo ospitano e le radio commerciali nazionali non  trasmettono le sue canzoni eppure stiamo parlando di un artista di valore eccezionale. Quando si racconta la biografia di un artista spesso si comincia dicendo “da giovane fece il minatore”, come Tom Jones, oppure “ha lavorato in fabbrica”, per Mino De Santis bisogna usare ancora il presente indicativo e dire: quando non fa concerti fa l’imbianchino oppure il contadino, accettando un po’ tutti i lavori che ha sempre fatto per vivere. Mino non è un ragazzino, è un quarantenne che ha sempre scritto canzoni principalmente per se stesso, per i suoi amici, per quel irrefrenabile bisogno di “raccontare la vita” che ogni vero artista sente bruciare dentro. Solo 3 anni fa  fa ha prodotto il suo primo cd “scarcagnizzu”, venduto solo attraverso i suoi concerti, passato di mano in mano mentre le sue canzoni era possibile ascoltarle su you tube.  A distanza di un anno  nel 2012 esce l'album "Caminante"  accompagnato dal videoclip di 8 minuti ( quasi un corto) "Lu ccumpagnamentu" diretto dal Regista Gianni De Blasi. A luglio 2013 esce "Muddriche" ed è la seconda produzione della nuova etichetta "Ululati" di Lupo editore, anche in questo caso è stato prodotto un videoclip con la partecipazione di Alessandro Haber e Nandu Popu dei Sud Soun System per il singolo "pezzenti" .

Un florilegio critico

“Un artista da seguire…” (Vincenzo Mollica, DoReCiackGulp! RaiUno)

“E’ un carnevale di personaggi e situazioni, dove si respira a pieni polmoni l’aria scanzonata di un bonaccio che ama quello che compone perché è il suo modo di continuare a credere al sogno di anarchia” (Raffaella De Donato)

“Allo sguardo di De Santis nulla sfugge, non un gesto, non una parola” (Raffaele Gorgoni, Tg3)

“Mino De Santis si fa notare per la sua verve ironica, da Gaber saletino” (Tommaso Ricci, Tg2)

“Attraversarsi le note come spettatore disincantato tra parole abusate e “tipi” di ogni giorno. Cerchi una briciola che nutra e la trovi nelle parole-musica, nei treni in partenza, nei colori di un fiore antico, nella voce calda, in un amore” (Sandrina Schito)

"Il Salento trova nuove parole, quelle puntute, del graffio autoriale. Anarchiche quanto basta per tener desto l'animo e l'occhio allo sguardo: quello dritto, che mai s'inchina e fa riverenza. Mino De Santis è così, ama il ridere, il soffio e lo spiffero. (Mauro Marino)

Mino De Santis è un ascolto che il tempo e la pratica portano a metabolizzare. Non è la risata di turno ciò che arriva e resta. Ma un ondulato senso di profondità che scolpisce immagini nella memoria e libera l'ascolto dalla superficialità attorno (Erika Sorrenti e Francesco Aprile)

Mino ha scritto una pagina di canzone popolare vera, del popolo del Salento che si libera dalla pur splendida prigionia del tamburello, dell'organetto e del violino e approda ad un linguaggio nuovo, fatto di dialetto e di italiano colto al volo, masticato, rimasticato e sputato fuori in una nuova forma di colostro, vero alimento con il quale crescere i piccoli. Musica accattivante, di uno che sa suonare la chitarra, la lascia nei suoi accordi semplici, quasi ondeggianti come un materassino gonfiabile sulla bonaccia (Pino De Luca)

Autoironico e impietoso … lo definirei un "verista" per come descrive la realtà sociale e soprattutto quella di tanta umanità. Ha il suo modo singolare di vedere la realtà e di declinarla in versi. E' un sognatore ingenuo e intellettualmente onesto. Insofferente a qualsiasi regola, non scenderebbe mai a compromessi, ha l'anima libera e resta anarchico anche quando non sarebbe il caso. Ha una singolare genialità, un'autentica vena artistica che differisce da qualsiasi accomodante musicalità "popolare" oggi cosi volgarmente e insopportabilmente stereotipata (Giuseppe De Santis)

LUPO EDITORE
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73043 Copertino (Le)
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Fax 0832.937767
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sabato 26 ottobre 2013

IL LIBRO DELL’AMORE PROIBITO DI MARIO DESIATI (MONDADORI). In libreria!

Francesco, detto Veleno, timido e solitario, fino ai quattordici anni è vissuto immaginando vite eroiche e ammirando i coetanei più intraprendenti. Il suo universo quotidiano, nel paese pugliese dove vive, è quello della scuola, con regole e muri che sembrano fatti per essere invalicabili, non certo per nascondere gioie proibite. Fino all’incontro con Donatella Telesca, professoressa di Educazione tecnica. Lei ha il doppio degli anni di Veleno, eppure veste in modo più simile a lui e ai suoi amici Mimmo e Nappi che alle altre insegnanti. Ha la pelle candida, ma nasconde un’ombra che agisce come una calamita sui suoi giovani allievi, siede tra i banchi, ascolta i ragazzi, li guarda come nessuno ha mai fatto prima. Nasce un’attrazione irresistibile, destinata a essere scoperta nel clamore dello scandalo. Veleno scopre allora una solitudine più profonda, l’isolamento di chi supera la linea d’ombra dei sentimenti leciti, e contro la famiglia, contro la norma che gli impedisce di amare, costruisce il suo onore, il futuro, la sua legge che non umilia né separa. Veleno saprà aspettare, costruirà tutto intorno al silenzio dell’attesa, e con gli occhi rinnovati dal desiderio si accorgerà di essere circondato da amori che sono tali proprio perché proibiti... Scritto per frammenti affilati come gli spigoli d’ombra che si stagliano nel sole del Sud, rapsodico ed emozionante come la memoria di una stagione perduta, Il libro dell’amore proibito è un romanzo sul desiderio, sugli amori impossibili e la cieca, folle fedeltà a un sentimento che non ha barriere


MARIO DESIATI (1977), è cresciuto a Martina Franca e vive a Roma. Ha pubblicato la raccolta di poesie Le luci gialle della contraerea (Lietocolle 2004, Premio Viareggio per l'opera prima). Come narratore ha esordito nel 2003 con Neppure quando è notte (peQuod) e ha pubblicato in seguito, con Mondadori, Vita precaria e amore eterno (2006), Il paese delle spose infelici (2008) e Ternitti (2011, finalista Premio Strega).

COLLANA     Omnibus italiani
PAGINE         200
PREZZO         17,50 euro

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venerdì 25 ottobre 2013

CANTINE DUE PALME - PUNTO VENDITA LECCE DI MARIA VITERBO

CANTINE DUE PALME - PUNTO VENDITA LECCE DI MARIA VITERBO

AMORE E MARCHETTE di Massimo DONNO alla Feltrinelli Point di Lecce il 27 ottobre 2013



Libreria Feltrinelli Point Lecce - Via Cavallotti 7/a – Lecce, domenica 27 ottobre 2013,  Start ore 19,00

Nelle undici tracce che compongono l'esordio di Massimo Donno c'è il segno di un cantautore che conosce la materia umana, e che ama mescolare l'ironia e la poesia alla quotidianità surreale dell'amore, fino a includere non solo le atmosfere - in un dialogo costante - ma anche le voci del passato prossimo di Pier Paolo Pasolini (nel brano "Tango") o del grande Alberto Sordi (in "Bologna A.D. 2012"), mescolandole al presente delle sue suggestioni autobiografiche, come fa ad esempio nella traccia dal titolo "Il mio compleanno". Un cantautore, Massimo Donno, che non ha paura di guardarsi e, soprattutto, guardarci dentro con il ritmo di una musica leggera e ironica. "Amore e marchette", nuova produzione dell'etichetta Ululati, vanta, tra le collaborazioni di eccellenza, quelle con Massimo Geri (presente anche nel video del singolo "Amore e Marchette", realizzato dal talentuoso regista Gianni De Blasi), Nilza Costa (nel brano "Il bianco ed il nero") e Guido Sodo, nel brano intitolato "La colpa".

"Massimo Donno è un gatto che salta sui tetti della canzone d'autore italiana prendendosene la parte più nobile. Come un gatto ci fa le fusa, ci conquista per poi graffiarci quando meno ce lo aspettiamo. Come un prestigiatore muove le parole tra surrealismo e neorealismo. E' una capriola, una giostra un pugno e uno sberleffo un bacio e uno schiaffo. Cartina tornasole delle nostre vite imbarcate su fragili vascelli" Oliviero Malaspina



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giovedì 24 ottobre 2013

CANTINE DUE PALME - PUNTO VENDITA LECCE DI MARIA VITERBO

CANTINE DUE PALME - PUNTO VENDITA LECCE DI MARIA VITERBO

Anima Sarda, linguaggi della scrittura e della creatività Libri, spettacoli, laboratori per le scuole e un convegno finale Tra proposte e speranze, gli editori sardi alla XIII Mostra del libro di Macomer



Ventisei presentazioni di libri, tre spettacoli, quattro film, laboratori, incontri per le scuole e un convegno finale. La sintesi della presenza Aes alla Mostra del libro, che si aprirà a Macomer il prossimo 23 ottobre, è in questi dati significativi che rimarcano l’importanza del ruolo rivestito dagli editori sardi nell’ambito di un evento che presenta ogni anno l’eccellenza del panorama editoriale sardo.

L’Associazione editori sardi, presieduta da Simonetta Castia, sarà in mostra in rappresentanza di trentaquattro case editrici che, in collaborazione con l’Alsi (Associazione librai sardi indipendenti), Il Centro servizi culturali e il Comune di Macomer, hanno allestito un bel cartellone di appuntamenti per una cinque giorni che si preannuncia particolarmente ricca.



La location principale, divenuta da anni sede della Mostra, dopo un’attenta operazione di restyling, sarà l’area delle ex Caserme Mura: in particolare, il padiglione Filigosa, ospiterà gli incontri con gli autori, i dibattiti, gli spettacoli e i film.

I laboratori per bambini, adulti e gli incontri con le scuole, invece, avranno una dislocazione diversa, distribuita tra le scuole della città, gli spazi della biblioteca comunale e il padiglione Tamuli, che ospiterà l’esposizione libraria delle 34 case editrici.
C’è da dire subito che l’evento di Macomer, giunto alla tredicesima edizione, prosegue idealmente l’azione progettuale portata avanti dall’Aes negli ultimi anni.
Già il tema della Mostra, “Anima Sarda. Linguaggi della scrittura e della creatività”, evidenzia l’esistenza di un filo conduttore che riporta, in terra sarda, le esperienze ispiratrici della partecipazione AES all’ultimo Salone Internazionale del Libro nei contenuti e nella definizione di una rete di azioni che aveva coinvolto, in modo dinamico, diverse realtà operanti nel mondo del libro e della cultura del territorio. Logica che si è tentato di far prevalere anche a Macomer, con proposte culturali forti esito di condivisioni.
Il titolo del tema di questa edizione allude alle potenzialità catartiche dei libri e di tutti i linguaggi della creatività compresi a pieno titolo nel variegato mondo dell’editoria globale: dai saperi delle “scritture” identitarie antiche, alla “non scrittura” “dei libri a cielo aperto”, dalla poesia estemporanea agli audiolibri fino alla lettura ad alta voce.
In apertura, il 23 ottobre, la terza edizione del premio internazionale per l’illustrazione “Ennio Zedda” a cura del Centro internazionale del fumetto di Cagliari, in collaborazione tra l’Aes, il Comune di Macomer e l’Alsi.
Le ultime novità editoriali saranno presentate nelle sezioni previste dal programma Tra isola e mondo, luogo ideale in cui i lettori avranno l’opportunità di incontrare gli autori e assistere ai dibattiti incentrati sulle opere in cartellone.
Ricca anche la sezione degli spettacoli: in evidenza Anima Sarda, viaggio emozionale alla scoperta della vera anima sarda nei libri e nell’oralità estemporanea, con Sante Maurizi, Battista Giordano e i poeti estemporanei della Sardegna, Nicola Farina e Salvatore Scanu.
Il confronto tra l’isola e le altre realtà sarà invece il focus di Cari autori vicini e lontani, un cartellone di incontri, allestito con l’intento di proporre un confronto tra le realtà editoriali sarde e quelle della penisola, con il progetto “I libri aiutano a leggere il mondo”, IV edizione 2013, a cura dell’associazione Malik, attivo sodalizio, che opera tra Gavoi e Cagliari, composto da giovani donne e la partecipazione dell’autore fantasy Francesco Falconi.
Oltre agli incontri e ai laboratori con le scuole, per la sezione Adotta un libro sardo, si segnala, tra le attività collaterali, in particolare, quello dedicato alla panificazione tradizionale, intitolato “Pane e libri”, coordinato da Luisa Monne.
Ampio spazio al cinema con Cineforum sardo (allestimento di una mini rassegna cinematografica dedicata agli scenari e ai paesaggi sardi) e la proiezione per le scuole dei film “Treulababbu” di Simone Contu, e “Rapsodia sarda” di Remo Branca e Gibba (Francesco Maurizio Guido) con dibattiti finali affidati, rispettivamente, al regista Simone Contu e all’editore Dario Maiore.
In chiusura di manifestazione, la domenica mattina, 27 ottobre, proiezione del filmato “Cagliari e la guerra”, a cura della società “Umanitaria Sassari” e, la sera, la proiezione del film muto “Cenere”, con commento musicale dal vivo di Gesuino Deiana e di Michael Heupel.

Grande attesa per il convegno finale: Oltre i festival. Cultura, comunità, territorio: nuove idee e nuovi progetti per affrontare la crisi, che vedrà il confronto tra la sociologa Antonietta Mazzette (Università di Sassari), Cristiano Erriu, presidente dell’Anci nonché sindaco di Santadi, Dolores Lai, assessore alle Culture del Comune di Sassari, Dolores Melis, direttore della Mediateca del Mediterraneo, Rita Marras (libreria Odradek Sassari), Tiziana Marranci (libreria Messaggerie sarde Sassari), gli editori Mario Argiolas (Cuec), membro del direttivo Aes e Carlo Delfino, editore associato Aes. Introduce Simonetta Castia, presidente dell’Associazione editori sardi, coordina il giornalista Vito Biolchini.
Di seguito, l’elenco degli editori presenti alla XIII Mostra del Libro in Sardegna - Macomer 23/27 ottobre 2013 Anima sarda. Linguaggi della scrittura e della creatività

1. Aipsa – Cagliari
2. Alfa Editrice – Quartu S. Elena
3. Am&D – Cagliari
4. Angelica Editore – Tissi
5. Arkadia – Cagliari
6. Carlo Delfino Editore – Sassari
7. Condaghes – Cagliari
8. Cuec Editrice – Cagliari
9. Domus de Janas – Selargius
10. Edes – Sassari
11. Edizioni della Torre – Cagliari
12. Edizioni Enrico Spanu – Cagliari
13. Edizioni Fiore – San Gavino Monreale
14. Edizioni Sole – Cagliari
15. Fabula Editore – Cagliari
16. Phileas – Aggius
17. G. C. Edizioni – Quartu S. Elena
18. Grafica del Parteolla – Dolianova
19. Ilisso – Nuoro
20. Imago Multimedia – Nuoro
21. Il Maestrale – Nuoro
22. Iris – Oliena
23. Iskra Edizioni – Ghilarza
24. Magnum Edizioni – Sassari
25. Mediando – Sassari
26. Paolo Sorba Editore – La Maddalena
27. Papiros – Nuoro
28. PTM – Mogoro
29. Scuola Sarda Editrice – Cagliari
30. Soter Editrice – Villanova Monteleone
31. Taphros – Olbia
32. Tema – Cagliari
33. Voltalacarta Editrici – Sassari
34. Zenìa Editrice – Nuoro


Ufficio Stampa
Antonio Meloni
349.1334965

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domenica 20 ottobre 2013

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Massimo Sicoli al Road Show 2013 di Sharp



La  storia di Copy Center (oggi Sicoli srl) comincia nel 1980 quando Francesco Sicoli, dopo un’attenta indagine di mercato sui “Centri Copie” di Lecce e Provincia, sente che è giunto il momento di creare una struttura in grado di soddisfare la sempre più crescente domanda di servizi di copiatura di grande formato, utilizzata da professionisti, ingegneri, architetti, geometri ed imprese di costruzione. Nel 1984 Francesco Sicoli sceglie la sua famiglia per dare vita ad un grande e promettente progetto ed è così che coinvolge nella nascente impresa i figli Giuseppe, Massimo e Maria Rosaria.  L’intuizione di Francesco Sicoli risulta in pochissimo tempo una scelta vincente, tanto che vengono ampliati i servizi di copiatura e aggiunti servizi come quelli di vendita e assistenza tecnica. Nel 1996, con l’avvento del digitale, l’azienda investe in tecnologia e risorse umane, rinnovando il parco macchine e ampliando il proprio organico con personale qualificato.

Nel mese di ottobre 2013 la grande multinazionale giapponese Sharp ha  organizzato un RoadShow per presentare in ogni regione italiana una novità assoluta che permetterà di rivoluzionare il concetto stesso di stampa a colori. E già perché proprio in questo tour  verranno presentati  lo sviluppo della gamma dei prodotti Sharp nei prossimi 3 anni, ma soprattutto i sistemi di stampa professionali a colori MX-6500N e MX-7500N. Poche ma fondamentali le linee guida di questo RoadShow indetto da Sharp: la valorizzazione dei più pregiati  prodotti enologici italiani, e la presenza dei migliori professionisti del settore della stampa scelti per ogni appuntamento tra i più qualificati.  E nella tappa del 21 ottobre  2013 a Irpinia Feudi di San Gregorio Località Cerza Grossa - Sorbo Serpico (AV), una grande ditta salentina come Sicoli srl di Lecce, sarà presente con Massimo Sicoli, per offrire la sua esperienza e la sua professionalità come valore aggiunto all’appuntamento sopraccitato.


GLI INNOVATIVI MODELLI DI SHARP MX-6500N e MX-7500N - Un nuovo ingresso nel mercato delle soluzioni digitali a colore light production: si tratta di Sharp, un marchio di riferimento nell’ambito stampanti che diventa un player a tutto campo nella fascia di alta produzione, grazie ai due nuovi modelli. I nuovi sistemi sono caratterizzati da plus unici ed un’elevata competitività nei costi di gestione, oltre alla possibilità di essere completamente modulari e configurabili in base alle esigenze degli utilizzatori.
Con l’ampliamento della propria gamma, Sharp è in grado di offrire al mercato della stampa di produzione due innovative soluzioni altamente performanti e con una versatilità estremamente elevata. I due modelli, denominati MX-6500N e MX-7500N, garantiscono una qualità di immagine elevata ad una produttività rispettivamente di 65 ppm e 75 ppm nel formato A4 e 38 ppm e 42 ppm per l’A3. Il sistema è ideale per la produzione di opuscoli, depliant, pieghevoli, booklet e altre tipologie di prodotti commerciale e documentali.

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PLUS ESCLUSIVI - Grazie alla possibilità di stampa edge-to-edge su lavori professionali, le nuove configurazioni garantiscono la stampa al vivo senza margini di un opuscolo in A3, una caratteristica unica in questa fascia di soluzioni.
Il sistema è dotato inoltre di un esclusivo dispositivo automatico di tripla alimentazione della carta ad aspirazione, che assicura la massima affidabilità per la gestione di un’ampia varietà di supporti, fino ad uno spessore di 300 g/mq e una capacità di 13.500 fogli.
Il potente server Fiery Color Print MX-PE10 con Command WorkStation è disponibile per lavori complessi e critici dal punto di vista del colore ed è completamente integrato con il display touch-screen di Sharp. Questa integrazione consente agli operatori di gestire e preparare con facilità i lavori ed elimina virtualmente la necessità di più workstation per la gestione di ogni commessa. Il pannello operativo integra un tastierino touch-screen con un dispositivo puntatore touchpad per un funzionamento simile a quello dei PC. Il display stesso ha l’aspetto di un ampio tablet con funzioni di azionamento flick, tap e swipe.Grazie al funzionamento a touch-screen, gli utenti possono trascinare e rilasciare lavori di stampa, selezionare le specifiche di stampa ed eseguire altre operazioni. Tutto questo offre un controllo più preciso sugli strumenti del flusso di lavoro.

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INTEGRAZIONE E AFFIDABILITÀ - I sistemi MX-6500N e MX7500N sono equipaggiati con la tecnologia Sharp OSA®, che si integra perfettamente nelle applicazioni di rete e servizi cloud ed è in grado di rispondere a qualsiasi esigenza aziendale. Inoltre, la tecnologia Scan2 consente la scansione di documenti fronte-retro in un unico passaggio e in modalità duplex single pass può scansire fino a 150 pagine al minuto. Grazie alla propria suite per la sicurezza dei dati nell’ambito MFP, Sharp è in grado di garantire la più affidabile protezione dei documenti da parte di utenti non autorizzati.

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QUALITÀ GARANTITA - La qualità è garantita dal dispositivo di controllo colore Sharp di nuova generazione, in grado di autocalibrarsi e mantenere costante la tonalità del colore e la densità del toner pagina dopo pagina. Inoltre, un software esclusivo permette una messa a registro precisa con possibilità di correzione in produzione. La risoluzione di 1200×1200 dpi reali con processore 8-bit garantisce immagini nitide anche nei più fini dettagli, come testi e grafici.

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UN DESIGN MODULARE - La struttura flessibile e completamente modulare consente un’ampia varietà di configurazioni: dal sistema di base per copia e stampa ad alta velocità alla linea professionale più evoluta, in grado di realizzare booklet e finirli completamente in linea. Il modello MX-7500 Pro rappresenta una soluzione trasversale, che si adatta alle più svariate tipologie di service di stampa: da quelli più professionali ai centri stampa interni (CRD), dai fornitori di prestampa alle tipografie vere e proprie, che lo scelgono come alternativa all’offset sulle basse tirature. La macchina è completamente configurabile in base alla esigenze dell’operatore: in questo senso il sistema coniuga le migliori soluzioni disponibili sul mercato. In particolare, per la parte finitura, Sharp ha messo a disposizione l’unità di cucitura MX-FN22 e il rifilatore MX-TM10, che consentono la realizzazione di booklet fino a 80 pagine. Per una maggiore produttività, è disponibile invece il sistema Plockmatic Booklet Maker, che produce opuscoli fino a 120 pagine cucite a sella o con piega a squadra. Altra opzione è il sistema di punzonatura professionale GBC SmartPunch Pro, che permettono di realizzare fini a 7 stili di punzonatura comunemente più utilizzati.

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Via Arditi 4/6 - 73100 Lecce

Tel 0832.332533 - 0832.333663 - 0832.333662

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mercoledì 16 ottobre 2013

CANTINE DUE PALME - PUNTO VENDITA LECCE DI MARIA VITERBO

CANTINE DUE PALME - PUNTO VENDITA LECCE DI MARIA VITERBO

Mannaggia Santa Pupa di Danilo Siciliano (Lupo editore)



Nella “metropoli delle angurie”, paesone di provincia situato alla fine del mondo, dove il caldo umido e appiccicaticcio dello scirocco tutto avvolge e sconvolge, nasce e cresce un ragazzino timido che fa sogni abbastanza banali. Quello di fare il calciatore.
Uno alla Van Basten, il suo mito. Oppure di diventare una rockstar, pelle abbronzatissima, chitarra al collo e stuolo di fan al seguito. Invece la vita gli ha riservato un futuro diverso. Colpa del padre, Silvano il barbiere, che non gli ha mai insegnato a suonare la chitarra. Colpa della madre Rosaria, la Lumacher con la 126 beige, che lo ha sviato dalla carriera calcistica. O forse solo colpa del destino. Il protagonista si abbandona ai ricordi, lasciandosi guidare dal flusso dei pensieri, raccontando un’infanzia in un mondo che appartiene soprattutto agli anni Ottanta. Le giornate all’asilo con Suor Realina, le estati a Mondonuovo, in campagna dai nonni, la salsa fatta in casa, il rosario e gli scherzi ferragostani, Mescia Nena, la nonna paterna, donna tutta d’un pezzo, che sembrava essere immortale. E ancora i pomeriggi scanditi dall’attesa del gelataio Nino e le domeniche dalle partite della squadra di calcio del suo paese. Paese di una terra magnifica e insopportabile, dove pullulano i cervelli di cemento armato e dove i vecchi materassi si buttano sui cigli delle strade di campagna. Una terra che è un caffè sospeso. Ricordi, stati d’animo, riflessioni, rimpianti, per giungere ogni volta alla stessa conclusione: “Mannaggia Santa Pupa!”

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