sabato 2 novembre 2013

La lunghissima notte di Portospada di Paolo Valentino (Lupo editore)



La pacifica esistenza di Portospada, situata nell’Arcipelago dei Quattro Giorni, viene scossa da un evento inquietante: le ore di luce man mano diminuiscono finché la popolazione rischia di precipitare nel buio assoluto. È il Supremo Maestro di Stregoneria Ignazio Quantici a scoprire che il fenomeno ha a che fare con un’antica maledizione di cui neppure lui immagina la portata.: Nero de la Loah, il sanguinario pirata che per cinquant’anni è stato costretto all’esilio al largo di Portospada, ha infatti trovato nella strega Jais una potente alleata e si prepara a tornare da dittatore.
Ci vorrà il coraggio di tutti – compresi i tanti gatti che popolano le strade e i vicoli della città – per scongiurare la catastrofe. Il fioraio Giglio, la gattara Vanessa, la vecchia ereditiera Florabella, il celebre cartografo Giacomo Ognimondo e l’anziano ex pirata Flink il Monco, assetato di un ultimo soffio di avventura, sono i protagonisti del riscatto. Accanto a loro Biagio del Mare, all’epoca giovanissimo giornalista del “Bollettino di Portospada” con l’ambizione di diventare il più grande scrittore di ogni epoca e luogo.
Ed è proprio Biagio, anni e anni dopo, ormai ottuagenario, a raccontare, con la sua penna sempre ironica e irriverente, la storia della sua città e degli abitanti dell’Arcipelago perché non se ne perda la memoria.

Un’epopea fantastica dove l’avventura si traduce in lezione di vita: mai cadere nella tentazione dell’oblio, mai perdere il ricordo delle vittime e con esso la capacità di reagire per tempo ai segnali che minacciano la pace.

Il pesciolino argentato di Eva Pisano. Viaggio alla scoperta del mare dell’Antartide. Un libro dedicato ai più piccoli per conoscere l’Antartide e i suoi abitanti è lo spunto per un’attività didattica dedicata alla biodiversità antartica.



Verrà presentato al Museo Nazionale dell’Antartide, martedì 5 novembre, il libro per bambini “Il pesciolino argentato. Viaggio alla scoperta del mare dell’Antartide”. L’incontro, liberamente aperto ai docenti della Scuola dell’infanzia e del primo ciclo della Scuola Primaria, si terrà alle 14.30.
La storia nasce da una recente scoperta scientifica dei ricercatori italiani. Ogni scoperta ha bisogno di essere raccontata e il libro la vuole raccontare in particolare ai lettori più piccoli. Milioni di minuscoli pesciolini argentati nascono ogni anno in mezzo al ghiaccio marino dell’Antartide. La loro vita è una vera e propria avventura, in un ambiente sconosciuto e difficile, che da pochi anni l’uomo ha cominciato ad esplorare. Due pesciolini argentati, Ross e Sesi, ci rendono partecipi del loro viaggio tra le meraviglie e i pericoli del mare antartico. Tutte le storie possono essere raccontate da più punti di vista. Per questo il libro si può leggere da entrambi i lati. Le due storie si incontrano a metà. E i giovani lettori possono scegliere con quale dei due protagonisti iniziare l´avventura.

L’autrice - Eva Pisano - è ricercatrice all´Università di Genova. Studia l´adattamento all´ambiente dei pesci antartici ed è in partenza, a breve, per la sua 12a spedizione scientifica in Antartide. Il suo volume contribuisce ad un progetto di divulgazione della scienza polare.

Il progetto grafico è stato curato da Elisabetta Calamela, Cristan Cataldo, Chiara Fucà, Martina Galleri, Stefano Gioda, grafici ed illustratori.
Il libro è edito da SAGEP Editori
“Il pesciolino argentato” è anche il titolo di una nuova attività didattica destinata alla Scuola dell’Infanzia e al primo ciclo della Scuola Primaria, ideato dalla sezione Didattica del Museo Nazionale dell’Antartide.
Obiettivo del percorso tematico è la conoscenza degli animali dell’Antartide e delle loro relazioni, con particolare riferimento agli ambienti marini. Utilizzando lo strumento “favola” s’intende stimolare la curiosità dei bambini e favorire lo sviluppo di nuove storie.
Il percorso tematico comprende due incontri e una copia  del volume per tutti i bambini.
Il primo incontro si svolge all’Acquario di Genova e ha come tema l’esplorazione dei mari freddi, utilizzando le vasche dedicate alla fauna antartica, in particolare ai pesci, veri protagonisti della storia raccontata nel libro.
Il secondo incontro avviene presso il Museo Nazionale dell’Antartide, dopo che i bambini hanno avuto modo di leggere in classe con l’insegnate la storia de Il pesciolino argentato.
Attraverso una serie di indizi, gli oggetti e gli animali del Museo “parleranno” ai bambini, raccontando loro alcuni pezzi della storia e della vita di Ross e Sesi. I bambini potranno aggiungere pezzi alla storia, anche di fantasia. Al termine del percorso i bambini incontreranno Ross e Sesi e saranno stimolati a chiedere loro informazioni sulla loro vita e sulle loro avventure.
Il percorso tematico è prenotabile contattando Incoming Liguria al tel. 0102345666 – email: info@incomingliguria.it.
Il Museo Nazionale dell’Antartide è un’occasione unica per conoscere l’ultimo continente ancora incontaminato. Allestito su 1000 mq circa, fa scoprire al pubblico la vita nelle basi italiane e l’attività dei ricercatori in Antartide, l’immenso laboratorio naturale per lo studio dei problemi ambientali e climatici.

Il Museo Nazionale dell’Antartide è aperto da martedì a domenica ore 10-18 (ultimo ingresso ore 17.30). Lunedì chiuso ad eccezione dei giorni festivi e nei mesi di aprile, maggio e agosto.

Museo Nazionale dell’Antartide
Indirizzo: Calata Cattaneo - Edificio Millo - Area Porto Antico
Indirizzo internet: www.mna.it
Tel. 010 2470653

Prenotazioni gruppi e scuole ed acquisto pacchetti individuali:
Incoming Liguria: tel. 010.2345666 - fax 010.2465422

mercoledì 30 ottobre 2013

"Nigredo" libro dell'anno per questo 2013 per l'editore I libri di Emil



Nigredo, di Stefano Delacroix è il romanzo della collana Composizioni ( I libri di Emil) che ha maggiormente attirato l'attenzione di lettori e critica nel corso del 2013.

“Si respira, nell'aria, l'aspro odore della Rivoluzione. Lungo le buie strade di Poitiers, nella Francia centrale, il lusso ostentato sovrasta la miseria delle genti del popolo. Occhi iniettati di sangue, assetati di potere, amanti del piacere delle carni, della gloria”. (Valeria Mingolla – Nuovo Quotidiano di Puglia)

“L’autore offre forbite descrizioni storiche al lettore che si intrecciano con una trama interessante, tetra e misteriosa come gli intrugli e le pozioni magiche che si trova a preparare Vincent perchè vuole diventare un guaritore o come molti del suo quartiere parigino lo definiscono l’esorcista. Vuole fare il mestiere del padre, a differenza del padre però guadagnare soldi ingannando poveri bisognosi d’aiuto e senza speranze con preparazioni di medicine naturali. Insomma un ciarlatano dei nostri tempi: guaritore di se stesso più che del male, se pur si professi come Bernardo di Chiaravalle un abile guaritore. Si susseguono episodi tipici di un romanzo noir e storico con riferimenti senza dubbio coinvolgenti e attualizzabili nel nostro presente. È singolare ed è apprezzabile la scrittura di Delacroix colta e mai superficiale nel raccontare il districato destino di Vincent. Bellissimi i riferimenti a Voltaire, Diderot, Montesquieu - i grandi illuministi del 700 francesi e a Rousseau che cita spesso richiamando il concetto di iniquità più che di giustizia e uguaglianza. Eh si è un imperativo che incombe in “Nigredo”: è l’iniquità della vita e della morte, della povertà che alberga nei quartieri parigini e nelle morti disumanizzanti di vittime colpite da malattie dalle quali non si può sfuggire neanche con preparati di erbe e intrugli che sembravano avvelenassero corpi già martoriati.” (Alessandra Peluso – Affari Italiani)


Grande successo di critica e di pubblico per il nuovo libro di Stefano Delacroix dal titolo “Nigredo”edito da I Libri di Emil.

Il libro - Vincent Fernand Daudet, guaritore e realizzatore di pozioni della salute, è un uomo dal passato oscuro, orfano d’arte (il padre era un uomo ‘vissuto pericolosamente’ a metà tra la medicina e l’alchimia esoterica), trafugatore di cadaveri, frequentatore di bettole, avvezzo a miasmi e sollazzi nei postriboli di una Parigi mefitica e pestilenziale, salvatore di fanciulle pudiche, amante di donne fedifraghe, amico di ladri e impostori. Il destino che Vincent ha cucito addosso è quello iniziatico dell’alchimia e dei sentieri esoterici dello spirito. Uno spirito che combina elementi di chimica, fisica, astrologia, medicina, misticismo e religione. L’obiettivo del protagonista è la conquista dell’onniscienza e la creazione di un rimedio a tutte le malattie. E la vita eterna…”
L’autore - Stefano Delacroix è nato a Taranto nell’agosto del 1966, da genitori leccesi. Dopo una lunga militanza giovanile con la band The Act, prodotto da Mimmo Locasciulli pubblica tra il ’94 e il ’97 due album solisti, Ribelli e La Legge Non Vale (ed. Hobo, distribuzione Sony Music). Dedicatosi alla letteratura, pubblica nel 2007 Peristalsi (ed. Il Foglio) e La Memoria del Mare (ed. La Riflessione), nel 2009 Il Sesto (Lupo Editore), raccolta di racconti noir uscita in seconda edizione nel 2012.

Info
I libri di Emil

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martedì 29 ottobre 2013

RADICAL CHIC DI MINO DE SANTIS NELLA NUOVA COMPILATION REALIZZATA DA PUGLIA SOUNDS E XL DI REPUBBLICA



In uscita giovedì 31 ottobre in allegato a XL di Repubblica - Il brano “Radical Chic” di Mino De Santis, tratto dal suo recentissimo album “Muddhriche”, edito da Ululati, etichetta discografica di Lupo Editore, è stato selezionato per la nuova compilation realizzata da Puglia Sounds e XL di Repubblica, che sarà in edicola giovedì 31 ottobre in allegato gratuito al numero di novembre 2013 della rivista musicale. La compilation, distribuita in tutte le edicole italiane, contiene 17 brani selezionati da Luca Valtorta, direttore di XL, tratti da dischi di artisti pugliesi pubblicati negli ultimi 12 mesi. La scelta di “Radical Chic” non è casuale, infatti, il brano si caratterizza per un testo dai tratti ironici e pungenti, nel quale il cantautore salentino non esita a mettere alla berlina un certo intellettualismo sterile, che a volte caratterizza una certa sinistra. Emerge così una critica, senza mezzi termini, a quanti “uomini e donne liberi dal bisogno, con le spalle sempre coperte da papà”,  “gente distinta e raffinata/figli di una sinistra acculturata/che mangia, parla, beve, scrive e fa opinione ma aspetta il popolo per la rivoluzione” disquisendo per ore “sui mali della terra, sulla miseria, sulla povertà”, come della “Palestina, la vivisezione, e poi il buddismo la contro religione. L’islam, la pace, i clandestini”, ed immancabile “poi la buona cucina”. “Radical Chic” è un esempio, dunque, di come il songwriting di Mino De Santis, partendo dalle radici della cultura salentina, si sia aperto verso un immaginario poetico e critico orientato verso temi di rilevanza sociale e politica.

Muddhriche, il disco

“Chi si nutrirà di queste muddhriche, che lascio qui? Non sono gli avanzi, non sono gli scarti della vita, queste note. Sono il dono di chi mi ha cresciuto, mi ha allevato, mi ha librato nell’aria. “T’aggiu crisciutu cu lu pane e senza pane, muddhrica muddrica. Ti ho tirato su con tutto lo zelo possibile”. Risuona ancora nelle mie orecchie. Perché queste sono le briciole, ma sono anche il mio nutrimento, sono ciò che mi ha insegnato ad accontentarmi e godere delle cose piccole e belle. Come gli uccelli, che vivono un’esistenza intera appagati dai manuzzuli, così ho imparato a far tesoro di quello che la storia mi ha voluto regalare. Ci hanno lasciato le briciole, dice qualcuno, ma noi, uomini del sud, tanimu lu coriu tostu e de le muddhriche nde facimu pane”. Mino De Santis

Ogni qual volta si ascolta Mino De Santis, si hanno ben chiare le sue radici, la sua storia, le origini musicali e i suoi ascolti al juke box. La voce e l'ironia amara di De Andrè, ma anche l'impegno di Stefano Rosso o la compostezza di Paolo Conte. Ma per non abbandonarsi a facili semplificazioni, bisogna fermarsi un attimo e rimettere play.
Mino De Santis è a tutti gli effetti un fuoriclasse, unico nel suo genere perché ama ancora raccontare e lo fa come potrebbe fare un fotografo con le sue istantanee, un pittore impressionista nel fermare tutto su una tela o il saggio del paese nel riferire vizi e virtù della sua gente. Con dovizia e ironia.
Anche in questo terzo album "Muddhriche" prodotto dall'etichetta Ululati (Lupo Editore) si raccolgono piccoli momenti di vita quotidiana, come fossero proprio molliche minute ed essenziali, messe insieme per farne pane e nutrimento. Ci sono le "macchiette", i personaggi del paese: "Lu prete" scaltro e smaliziato o la "La bizoca e la svergognata", apparentemente diverse ma "le stesse e l'hanno sempre saputo".
C'è la bellezza e la malinconia degli "Anni" passati tra casa, chiesa e sogni di libertà ma anche il sud amaro dei "Pezzenti"(feat. Nando Popu / Sud Sound System), quegli immigrati trattati come animali tra "patruni e capurali", senza diritti o assistenza, pagati venti euro alla giornata me definiti lo stesso invasori.
E tra mandolino e fisarmonica, si continua a raccontare di quei "Radical chic", quelli bravi a dare definizioni, che hanno così poco da dire ma tanto da parlare.
A poco a poco le "Muddhriche" compongono il quadro di un uomo che, come ben rappresentato dalla copertina del disco, dall'alto, osserva, riconosce, cerca di individuare quelle briciole, le piccole cose che continuano a dargli godimento. È un carnevale di personaggi e situazioni, dove si respira a pieni polmoni l'aria scanzonata di un bonaccio che ama quello che compone perché è il suo modo di continuare a credere al sogno di anarchia.

Tracklist
1.Anni - 2. Fiche cu le mendule - 3. Radical chic - 4. Sutta ‘na chianta te chiapperu - 5. Lu preute - 6. Porta verde - 7. La pizzoca e la sbergugnata - 8. Ieu fazzu gezz - 9. Certi culi - 10. Pezzenti (feat. Nandu Popu) 11.Arbulu te ulie (bonus track)

Mino De Santis, note biografiche
Mino De Santis - La poesia di Fabrizio De Andrè, il ritmo di Paolo Conte, l’ironia “eretica” di Giorgio Gaber, il racconto disincantato di Stefano Rosso, una passione per la big band alla Renzo Arbore. Tutto questo in un solo cantautore: Mino De Santis. Molti di voi si  stanno chiedendo certo chi sia mai costui. I programmi televisivi non lo ospitano e le radio commerciali nazionali non  trasmettono le sue canzoni eppure stiamo parlando di un artista di valore eccezionale. Quando si racconta la biografia di un artista spesso si comincia dicendo “da giovane fece il minatore”, come Tom Jones, oppure “ha lavorato in fabbrica”, per Mino De Santis bisogna usare ancora il presente indicativo e dire: quando non fa concerti fa l’imbianchino oppure il contadino, accettando un po’ tutti i lavori che ha sempre fatto per vivere. Mino non è un ragazzino, è un quarantenne che ha sempre scritto canzoni principalmente per se stesso, per i suoi amici, per quel irrefrenabile bisogno di “raccontare la vita” che ogni vero artista sente bruciare dentro. Solo 3 anni fa  fa ha prodotto il suo primo cd “scarcagnizzu”, venduto solo attraverso i suoi concerti, passato di mano in mano mentre le sue canzoni era possibile ascoltarle su you tube.  A distanza di un anno  nel 2012 esce l'album "Caminante"  accompagnato dal videoclip di 8 minuti ( quasi un corto) "Lu ccumpagnamentu" diretto dal Regista Gianni De Blasi. A luglio 2013 esce "Muddriche" ed è la seconda produzione della nuova etichetta "Ululati" di Lupo editore, anche in questo caso è stato prodotto un videoclip con la partecipazione di Alessandro Haber e Nandu Popu dei Sud Soun System per il singolo "pezzenti" .

Un florilegio critico

“Un artista da seguire…” (Vincenzo Mollica, DoReCiackGulp! RaiUno)

“E’ un carnevale di personaggi e situazioni, dove si respira a pieni polmoni l’aria scanzonata di un bonaccio che ama quello che compone perché è il suo modo di continuare a credere al sogno di anarchia” (Raffaella De Donato)

“Allo sguardo di De Santis nulla sfugge, non un gesto, non una parola” (Raffaele Gorgoni, Tg3)

“Mino De Santis si fa notare per la sua verve ironica, da Gaber saletino” (Tommaso Ricci, Tg2)

“Attraversarsi le note come spettatore disincantato tra parole abusate e “tipi” di ogni giorno. Cerchi una briciola che nutra e la trovi nelle parole-musica, nei treni in partenza, nei colori di un fiore antico, nella voce calda, in un amore” (Sandrina Schito)

"Il Salento trova nuove parole, quelle puntute, del graffio autoriale. Anarchiche quanto basta per tener desto l'animo e l'occhio allo sguardo: quello dritto, che mai s'inchina e fa riverenza. Mino De Santis è così, ama il ridere, il soffio e lo spiffero. (Mauro Marino)

Mino De Santis è un ascolto che il tempo e la pratica portano a metabolizzare. Non è la risata di turno ciò che arriva e resta. Ma un ondulato senso di profondità che scolpisce immagini nella memoria e libera l'ascolto dalla superficialità attorno (Erika Sorrenti e Francesco Aprile)

Mino ha scritto una pagina di canzone popolare vera, del popolo del Salento che si libera dalla pur splendida prigionia del tamburello, dell'organetto e del violino e approda ad un linguaggio nuovo, fatto di dialetto e di italiano colto al volo, masticato, rimasticato e sputato fuori in una nuova forma di colostro, vero alimento con il quale crescere i piccoli. Musica accattivante, di uno che sa suonare la chitarra, la lascia nei suoi accordi semplici, quasi ondeggianti come un materassino gonfiabile sulla bonaccia (Pino De Luca)

Autoironico e impietoso … lo definirei un "verista" per come descrive la realtà sociale e soprattutto quella di tanta umanità. Ha il suo modo singolare di vedere la realtà e di declinarla in versi. E' un sognatore ingenuo e intellettualmente onesto. Insofferente a qualsiasi regola, non scenderebbe mai a compromessi, ha l'anima libera e resta anarchico anche quando non sarebbe il caso. Ha una singolare genialità, un'autentica vena artistica che differisce da qualsiasi accomodante musicalità "popolare" oggi cosi volgarmente e insopportabilmente stereotipata (Giuseppe De Santis)

LUPO EDITORE
Via Monteroni Esterna, CP 93
73043 Copertino (Le)
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Fax 0832.937767
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sabato 26 ottobre 2013

IL LIBRO DELL’AMORE PROIBITO DI MARIO DESIATI (MONDADORI). In libreria!

Francesco, detto Veleno, timido e solitario, fino ai quattordici anni è vissuto immaginando vite eroiche e ammirando i coetanei più intraprendenti. Il suo universo quotidiano, nel paese pugliese dove vive, è quello della scuola, con regole e muri che sembrano fatti per essere invalicabili, non certo per nascondere gioie proibite. Fino all’incontro con Donatella Telesca, professoressa di Educazione tecnica. Lei ha il doppio degli anni di Veleno, eppure veste in modo più simile a lui e ai suoi amici Mimmo e Nappi che alle altre insegnanti. Ha la pelle candida, ma nasconde un’ombra che agisce come una calamita sui suoi giovani allievi, siede tra i banchi, ascolta i ragazzi, li guarda come nessuno ha mai fatto prima. Nasce un’attrazione irresistibile, destinata a essere scoperta nel clamore dello scandalo. Veleno scopre allora una solitudine più profonda, l’isolamento di chi supera la linea d’ombra dei sentimenti leciti, e contro la famiglia, contro la norma che gli impedisce di amare, costruisce il suo onore, il futuro, la sua legge che non umilia né separa. Veleno saprà aspettare, costruirà tutto intorno al silenzio dell’attesa, e con gli occhi rinnovati dal desiderio si accorgerà di essere circondato da amori che sono tali proprio perché proibiti... Scritto per frammenti affilati come gli spigoli d’ombra che si stagliano nel sole del Sud, rapsodico ed emozionante come la memoria di una stagione perduta, Il libro dell’amore proibito è un romanzo sul desiderio, sugli amori impossibili e la cieca, folle fedeltà a un sentimento che non ha barriere


MARIO DESIATI (1977), è cresciuto a Martina Franca e vive a Roma. Ha pubblicato la raccolta di poesie Le luci gialle della contraerea (Lietocolle 2004, Premio Viareggio per l'opera prima). Come narratore ha esordito nel 2003 con Neppure quando è notte (peQuod) e ha pubblicato in seguito, con Mondadori, Vita precaria e amore eterno (2006), Il paese delle spose infelici (2008) e Ternitti (2011, finalista Premio Strega).

COLLANA     Omnibus italiani
PAGINE         200
PREZZO         17,50 euro

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venerdì 25 ottobre 2013

CANTINE DUE PALME - PUNTO VENDITA LECCE DI MARIA VITERBO

CANTINE DUE PALME - PUNTO VENDITA LECCE DI MARIA VITERBO

AMORE E MARCHETTE di Massimo DONNO alla Feltrinelli Point di Lecce il 27 ottobre 2013



Libreria Feltrinelli Point Lecce - Via Cavallotti 7/a – Lecce, domenica 27 ottobre 2013,  Start ore 19,00

Nelle undici tracce che compongono l'esordio di Massimo Donno c'è il segno di un cantautore che conosce la materia umana, e che ama mescolare l'ironia e la poesia alla quotidianità surreale dell'amore, fino a includere non solo le atmosfere - in un dialogo costante - ma anche le voci del passato prossimo di Pier Paolo Pasolini (nel brano "Tango") o del grande Alberto Sordi (in "Bologna A.D. 2012"), mescolandole al presente delle sue suggestioni autobiografiche, come fa ad esempio nella traccia dal titolo "Il mio compleanno". Un cantautore, Massimo Donno, che non ha paura di guardarsi e, soprattutto, guardarci dentro con il ritmo di una musica leggera e ironica. "Amore e marchette", nuova produzione dell'etichetta Ululati, vanta, tra le collaborazioni di eccellenza, quelle con Massimo Geri (presente anche nel video del singolo "Amore e Marchette", realizzato dal talentuoso regista Gianni De Blasi), Nilza Costa (nel brano "Il bianco ed il nero") e Guido Sodo, nel brano intitolato "La colpa".

"Massimo Donno è un gatto che salta sui tetti della canzone d'autore italiana prendendosene la parte più nobile. Come un gatto ci fa le fusa, ci conquista per poi graffiarci quando meno ce lo aspettiamo. Come un prestigiatore muove le parole tra surrealismo e neorealismo. E' una capriola, una giostra un pugno e uno sberleffo un bacio e uno schiaffo. Cartina tornasole delle nostre vite imbarcate su fragili vascelli" Oliviero Malaspina



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giovedì 24 ottobre 2013

CANTINE DUE PALME - PUNTO VENDITA LECCE DI MARIA VITERBO

CANTINE DUE PALME - PUNTO VENDITA LECCE DI MARIA VITERBO

Anima Sarda, linguaggi della scrittura e della creatività Libri, spettacoli, laboratori per le scuole e un convegno finale Tra proposte e speranze, gli editori sardi alla XIII Mostra del libro di Macomer



Ventisei presentazioni di libri, tre spettacoli, quattro film, laboratori, incontri per le scuole e un convegno finale. La sintesi della presenza Aes alla Mostra del libro, che si aprirà a Macomer il prossimo 23 ottobre, è in questi dati significativi che rimarcano l’importanza del ruolo rivestito dagli editori sardi nell’ambito di un evento che presenta ogni anno l’eccellenza del panorama editoriale sardo.

L’Associazione editori sardi, presieduta da Simonetta Castia, sarà in mostra in rappresentanza di trentaquattro case editrici che, in collaborazione con l’Alsi (Associazione librai sardi indipendenti), Il Centro servizi culturali e il Comune di Macomer, hanno allestito un bel cartellone di appuntamenti per una cinque giorni che si preannuncia particolarmente ricca.



La location principale, divenuta da anni sede della Mostra, dopo un’attenta operazione di restyling, sarà l’area delle ex Caserme Mura: in particolare, il padiglione Filigosa, ospiterà gli incontri con gli autori, i dibattiti, gli spettacoli e i film.

I laboratori per bambini, adulti e gli incontri con le scuole, invece, avranno una dislocazione diversa, distribuita tra le scuole della città, gli spazi della biblioteca comunale e il padiglione Tamuli, che ospiterà l’esposizione libraria delle 34 case editrici.
C’è da dire subito che l’evento di Macomer, giunto alla tredicesima edizione, prosegue idealmente l’azione progettuale portata avanti dall’Aes negli ultimi anni.
Già il tema della Mostra, “Anima Sarda. Linguaggi della scrittura e della creatività”, evidenzia l’esistenza di un filo conduttore che riporta, in terra sarda, le esperienze ispiratrici della partecipazione AES all’ultimo Salone Internazionale del Libro nei contenuti e nella definizione di una rete di azioni che aveva coinvolto, in modo dinamico, diverse realtà operanti nel mondo del libro e della cultura del territorio. Logica che si è tentato di far prevalere anche a Macomer, con proposte culturali forti esito di condivisioni.
Il titolo del tema di questa edizione allude alle potenzialità catartiche dei libri e di tutti i linguaggi della creatività compresi a pieno titolo nel variegato mondo dell’editoria globale: dai saperi delle “scritture” identitarie antiche, alla “non scrittura” “dei libri a cielo aperto”, dalla poesia estemporanea agli audiolibri fino alla lettura ad alta voce.
In apertura, il 23 ottobre, la terza edizione del premio internazionale per l’illustrazione “Ennio Zedda” a cura del Centro internazionale del fumetto di Cagliari, in collaborazione tra l’Aes, il Comune di Macomer e l’Alsi.
Le ultime novità editoriali saranno presentate nelle sezioni previste dal programma Tra isola e mondo, luogo ideale in cui i lettori avranno l’opportunità di incontrare gli autori e assistere ai dibattiti incentrati sulle opere in cartellone.
Ricca anche la sezione degli spettacoli: in evidenza Anima Sarda, viaggio emozionale alla scoperta della vera anima sarda nei libri e nell’oralità estemporanea, con Sante Maurizi, Battista Giordano e i poeti estemporanei della Sardegna, Nicola Farina e Salvatore Scanu.
Il confronto tra l’isola e le altre realtà sarà invece il focus di Cari autori vicini e lontani, un cartellone di incontri, allestito con l’intento di proporre un confronto tra le realtà editoriali sarde e quelle della penisola, con il progetto “I libri aiutano a leggere il mondo”, IV edizione 2013, a cura dell’associazione Malik, attivo sodalizio, che opera tra Gavoi e Cagliari, composto da giovani donne e la partecipazione dell’autore fantasy Francesco Falconi.
Oltre agli incontri e ai laboratori con le scuole, per la sezione Adotta un libro sardo, si segnala, tra le attività collaterali, in particolare, quello dedicato alla panificazione tradizionale, intitolato “Pane e libri”, coordinato da Luisa Monne.
Ampio spazio al cinema con Cineforum sardo (allestimento di una mini rassegna cinematografica dedicata agli scenari e ai paesaggi sardi) e la proiezione per le scuole dei film “Treulababbu” di Simone Contu, e “Rapsodia sarda” di Remo Branca e Gibba (Francesco Maurizio Guido) con dibattiti finali affidati, rispettivamente, al regista Simone Contu e all’editore Dario Maiore.
In chiusura di manifestazione, la domenica mattina, 27 ottobre, proiezione del filmato “Cagliari e la guerra”, a cura della società “Umanitaria Sassari” e, la sera, la proiezione del film muto “Cenere”, con commento musicale dal vivo di Gesuino Deiana e di Michael Heupel.

Grande attesa per il convegno finale: Oltre i festival. Cultura, comunità, territorio: nuove idee e nuovi progetti per affrontare la crisi, che vedrà il confronto tra la sociologa Antonietta Mazzette (Università di Sassari), Cristiano Erriu, presidente dell’Anci nonché sindaco di Santadi, Dolores Lai, assessore alle Culture del Comune di Sassari, Dolores Melis, direttore della Mediateca del Mediterraneo, Rita Marras (libreria Odradek Sassari), Tiziana Marranci (libreria Messaggerie sarde Sassari), gli editori Mario Argiolas (Cuec), membro del direttivo Aes e Carlo Delfino, editore associato Aes. Introduce Simonetta Castia, presidente dell’Associazione editori sardi, coordina il giornalista Vito Biolchini.
Di seguito, l’elenco degli editori presenti alla XIII Mostra del Libro in Sardegna - Macomer 23/27 ottobre 2013 Anima sarda. Linguaggi della scrittura e della creatività

1. Aipsa – Cagliari
2. Alfa Editrice – Quartu S. Elena
3. Am&D – Cagliari
4. Angelica Editore – Tissi
5. Arkadia – Cagliari
6. Carlo Delfino Editore – Sassari
7. Condaghes – Cagliari
8. Cuec Editrice – Cagliari
9. Domus de Janas – Selargius
10. Edes – Sassari
11. Edizioni della Torre – Cagliari
12. Edizioni Enrico Spanu – Cagliari
13. Edizioni Fiore – San Gavino Monreale
14. Edizioni Sole – Cagliari
15. Fabula Editore – Cagliari
16. Phileas – Aggius
17. G. C. Edizioni – Quartu S. Elena
18. Grafica del Parteolla – Dolianova
19. Ilisso – Nuoro
20. Imago Multimedia – Nuoro
21. Il Maestrale – Nuoro
22. Iris – Oliena
23. Iskra Edizioni – Ghilarza
24. Magnum Edizioni – Sassari
25. Mediando – Sassari
26. Paolo Sorba Editore – La Maddalena
27. Papiros – Nuoro
28. PTM – Mogoro
29. Scuola Sarda Editrice – Cagliari
30. Soter Editrice – Villanova Monteleone
31. Taphros – Olbia
32. Tema – Cagliari
33. Voltalacarta Editrici – Sassari
34. Zenìa Editrice – Nuoro


Ufficio Stampa
Antonio Meloni
349.1334965

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