lunedì 8 ottobre 2012

MIND THE GAP



“MIND THE GAP - Metropolitan Public House- Dining Room è un locale caldo e accogliente, punto di ritrovo per l'aperitivo pomeridiano, ideale per organizzare feste con gli amici e per ascoltare della buona musica dal vivo il venerdì sera, oltre a trascorrere delle piacevoli serate con i nostri giochi. Potrai inoltre gustare i nostri piatti e le nostre pizze, il tutto accompagnato da fiumi di birra e botti del miglior vino locale. Siamo aperti tutti i giorni dalle 18.00 alle 2.00.”



domenica 7 ottobre 2012

MOLINO DEL SALENTO



“Molino del Salento è la mia creatura professionale, nata dall'entusiasmo giovanile per la terra e la natura del Salento. Combattendo a volte tra i giganti sono riuscito a creare una identità nel lavoro e nei prodotti riconosciuta da molti. Un lavoro in continua evoluzione, ma che non tradisce mai gli ideali e gli obiettivi aziendali: la tradizione, il rispetto per l'ambiente, la cultura del cibo, senza rinnegare la modernità se è conforme a tali valori. Nel sito puoi trovare informazioni sul Molino del Salento e le sue attività. Sarà possibile per te approfondire meglio cosa facciamo e soprattutto cosa possiamo fare per te. Non esitare perciò a contattarmi.  (Francesco Tarantino)

CONTATTI : Molino del Salento  Via Gallipoli Km 3,6 73024 Maglie Lecce Italy
Tel-Fax + 39 0836 465075 mail info@molinodelsalento.it

Foto storica del gennaio 1993. Visita di operatori e giornalisti inglesi.


sabato 6 ottobre 2012

Excelsior 1881



"Excelsior" di Romualdo Marenco debuttò al Teatro alla Scala di Milano l'11 gennaio del 1881, e destinato a diventare lo spettacolo di maggior successo internazionale fino alla prima guerra mondiale, subito s'impose come il manifesto del positivismo e della luce; della ragione che fa chiarezza sull'oscurantismo. Ma Excelsior, il cui libretto è inizialmente intitolato da Marenco "Il Bacio dell'arte" (1878), deve il suo nome alla casa editrice fondata dal compositore a Parigi nel 1865 per proteggere i propri diritti d'autore, e da lui così battezzata in omaggio al poema "Excelsior" scritto da Longfellow nel 1841, nel suo stesso anno di nascita. Le ombre cadevano veloci sul paesaggio alpino/ mentre coperto di neve e ghiaccio il giovane avanzava a fatica per compiere la sua missione. Excelsior! (...) Tutt'intorno l'oscurità era rotta solo dallo spettrale bagliore dei ghiacciai. (...) "Non cercare di passare!" gli disse il vecchio. Infuria la tempesta. (...) Ma lui rispose "Excelsior"; "Oh, rimani," gli sussurrò la fanciulla: "e riposa la tua testa stanca su questo petto! (...) Ma lui rispose "Excelsior"; "Attento alle valanghe" gli urlò il contadino (...) Ma lui rispose "Excelsior". La mattina dopo, nelle gelide e grigie luci dell'alba,/ giaceva senza vita, (...) ma dal cielo, serena e lontana, si udiva una voce come una stella cadente. Excelsior. (Da Excelsior di Henry Wadsworth Longfellow). Erano gli anni in cui, incalzate dalla modernità in embrione, le certezze del vecchio Ordine costituito andavano disgregandosi. Gli anni delle prime grandi scoperte (elettricità ecc.) e dei primi grandi rimescolamenti sociali, che si scontravano con un altrettanto forte riluttanza al nuovo, poiché il minimo movimento, la minima modifica sulla scala dei valori, era una faglia nelle istituzioni. Una crepa che poteva ingrandirsi fino a far crollare un edificio sociale allora concepito per essere eterno. E mentre il Sindaco di Parigi dichiarava ai giornalisti che l'illuminazione elettrica è una stranezza di cui non v'è nessun bisogno: presto scomparirà senza lasciare traccia, nell'arte e nella cultura, col preciso scopo di infrangere le vecchie regole, affiorava il movimentismo. Excelsior indicava nell'Inquisizione e nell'Oscurantismo i nemici dell'uomo; lodava gli inventori, criticava la Chiesa antimodernista e inneggiava alla luce elettrica, alla Galleria del Frejus e all'apertura del Canale di Suez, che nello sventolio di bandiere univano i popoli della terra, non più schiavi di nefasti poteri. D'altronde, la cifra di Marenco, che proveniva da una famiglia di tradizione mazziniana e in gioventù era stato porta messaggi della Società Nazionale Italiana di Trivulzio, Garibaldi e La Farina, era proprio quella di avere introdotto la storia (e talvolta anche "in diretta", come per "Lo sbarco di Garibaldi in Sicilia"), nel mondo del balletto, a quel tempo ancora più seguito e popolare dell'Opera nel contesto della Serata Teatrale. E per questo, da subito, quella che era nata come casa editrice musicale aveva iniziato a pubblicare anche gli scritti dei librettisti e degli amici di un Marenco autore di successo, vicino ai positivisti e ai simbolisti a Parigi, agli scapigliati a Milano, ma guardato con sospetto in società per quel suo soggiorno a Costantinopoli, da primo violino del Teatro Naum diretto dal fratello di Donizetti, a ridosso delle vicende della Comune di Parigi; tanto che la nomina a Cavaliere concessagli da Re Umberto I sollevò parecchie polemiche. Excelsior innovò la struttura, le scene (realizzate dall'amico Edel), le coreografie e l'orchestrazione del balletto. Marenco infatti, che era stato anche primo violino e direttore dei Balli alla Scala di Milano, aveva già vinto la sua battaglia per l'abolizione della banda dal palcoscenico. E nel frattempo, sperimentandosi nella scrittura per i teatri e i cafè-chantant, si era già cimentato con successo le nuove forme di spettacolo che venivano alla ribalta. Excelsior, con le sue più di 400 comparse in scena e con la sua struttura modulare aprì la strada a tante delle possibilità di mise en scène che saranno poi riprese e sviluppate nel corso del secolo successivo (Es. il Music-hall), grazie a un successo che proseguì immutato in tutto il mondo, anche diventando il soggetto del primo lungometraggio cinematografico prodotto a Hollywood (1911), mentre in Italia, dopo che Marenco aveva vinto la sua battaglia per trasformare la SIA in SIAE (1893), Excelsior si era trasformato anche in una casa editrice che pubblicava, tra gli altri, Paolo Valera al ritorno dall'esilio londinese (1893) e Filippo Tommaso Marinetti, padre del Futurismo.
Poi la prima guerra mondiale, e in Italia il dopoguerra. Excelsior riprese il suo posto nel mondo, ma in Italia, col suo elogio della ragione e della pace fra popoli, trovò sempre meno spazio in una nazione in cammino verso il ventennio fascista. Oggi, animata dallo stesso spirito dell'opera-manifesto, excelsior 1881 è una casa editrice. E così come Excelsior ha sempre celebrato il primato della ragione, della fratellanza, dell'operosità e dell'inventiva, del fare per migliorare, rappresentando un sogno, un ideale possibile, oggi, allo stesso modo, excelsior 1881 oggi vuole essere ancor di più un luogo, o meglio un metaluogo, in cui condividere rispetto ed equità.”


venerdì 5 ottobre 2012

LietoColle, venticinque anni e oltre. Storia di una passione, di molte passioni



“LietoColle nasce nel 1985 per volontà di Michelangelo Camelliti: è la passione per la poesia e per il libro – da considerarsi manufatto pregiato, realizzato con materiali di qualità – a suggerirgli di realizzare, da lettore attento e da bibliofilo, quelli che ama definire libriccini da collezione. La poesia inizia così ad essere accolta in volumi di prestigio, curati con minuziosa attenzione, dalla scelta della carta a quella iconografica. La prima a credere nel progetto è Alda Merini che, in segno di stima e affetto, dona proprio nel 1985 i suoi versi a LietoColle, appena nata. La sua Lettera ai figli segna il primo passo di un cammino determinato a realizzare l'ambizioso sogno: pubblicare contenuti di indiscussa qualità poetica in volumi di prestigio. Negli anni successivi, sono molti i nomi affermati del panorama poetico contemporaneo ad affidare i propri versi a LietoColle: da Franco Loi a Guido Oldani, da Giampiero Neri a Maurizio Cucchi, da Franco Buffoni a Maria Luisa Spaziani, per citarne alcuni. Ma, accanto a essi, trovano spazio anche le giovani voci emergenti della poesia italiana e straniera, cosicché LietoColle si distingue in lunghi anni di serio lavoro come casa editrice attenta alla valida poesia contemporanea, entro e fuori i confini italiani, ma soprattutto sensibile ai giovani talenti. In catalogo vi sono circa 700 titoli e quasi altrettanti autori. Vivere nella scrittura altrui – ha affermato l'editore Michelangelo Camelliti – è un grande privilegio, perché in ogni proposta che riceviamo l’autore ci consegna con fiducia la sua essenza più intima e profonda. Fare in modo che le voci emergenti di talento possano raggiungere il lettore, in un mondo editoriale dominato dalle grandi case editrici che non investirebbero mai in un autore sconosciuto, o dalle case editrici a pagamento, è – per LietoColle – uno tra gli obiettivi principali, così come alimentare il dialogo tra i giovani autori e i grandi maestri della poesia contemporanea, grazie a iniziative mirate, concorsi, convegni, per favorire l'incontro e il confronto, l'arricchimento e la crescita, continuando a realizzare l'ambizioso sogno che vide nascere nel 1985 LietoColle: fare rete, essere insieme per diffondere Poesia.

Lietocolle ha sede in via Principale 9, a Faloppio, in provincia di Como.
Per comunicazioni e proposte alla redazione LC e all'editore, e-mail: info@lietocolle.com
Per ordini librerie e acquisti e-mail: ordini@lietocolle.com”


giovedì 4 ottobre 2012

Mercatino del gusto



“Il Mercatino del gusto è una manifestazione enogastronomica, giunta alla tredicesima edizione, che offre ai visitatori uno scorcio significativo delle eccellenze enogastronomiche pugliesi. La manifestazione, sostenuta dagli Enti Pubblici e dalle aziende private, prende il nome dalle oltre novanta bancarelle di espositori regionali dislocate lungo le vie del suggestivo centro storico di Maglie, che animano le 'piazze' dell'olio extravergine, del vino, della birra artigianale e le 'vie' della gastronomia, dell'ortofrutta, dei dolci, dei presìdi e comunità del cibo Slow Food. Per il pubblico, curioso e attento, è un'opportunità per riscoprire sapori dimenticati, antichi mestieri e piccoli piaceri quotidiani, da vivere, recuperando una dimensione più autenticamente slow. Il mercato infatti, non è esclusivamente il luogo dello shopping, ma è quello dell'interazione e del dialogo; l'acquisto è solo il momento finale di un incontro tra produttore, che racconta le sue specialità, e pubblico. Caposaldo del Mercatino sono i Laboratori sia per bambini che per gli adulti. Aneddoti, storie, informazioni scientifiche, note su tecniche di produzione, giochi: le parole degli esperti di Slow Food intorno al cibo, al vino e alla birra consentono ai partecipanti di imparare a riconoscere le qualità e le peculiarità dei prodotti in degustazione. Anche le cene non si limitano ad essere un momento conviviale, ma permettono agli ospiti di scoprire la straordinaria ricchezza e la varietà culinaria della regione, senza doversi spostare da Maglie. Se si vuole cenare sotto il cielo estivo, ma comodamente seduti, c'è solo da scegliere tra le eleganti "Cene in Villa" e le informali "Piazze", dove chef di primo piano della ristorazione pugliese sanno come conquistare il palato dei commensali. Per chi invece preferisce passeggiare per le strade della città degustando le tipicità gastronomiche pugliesi c'è il Cibo di strada, che nelle ultime edizioni ha ottenuto un successo sempre crescente: potranno essere apprezzate le bombette, la focaccia barese, le pucce e i pizzi, la scapece gallipolina, il pesce fritto e tutti i prodotti del territorio che molti turisti non conoscono. Le serate proseguono con la buona musica, le danze e i dopocena, all'insegna dell'intrattenimento e della cultura, con i cocktail del "gustosofo" Michele di Carlo, che guiderà i visitatori nel mondo dei liquori e distillati. Agli appuntamenti gastronomici, dunque, si affiancano sempre nuove attività, si sperimentano altri modi di comunicare la cultura del cibo, si cercano proposte artistiche innovative e coinvolgenti. E' proprio questo dinamismo a rendere vitale il Mercatino del Gusto, che non 'stanca' i visitatori, ma anzi li fa tornare di anno in anno.”


mercoledì 3 ottobre 2012

MEBIMPORT



“MEBIMPORT s.r.l. nasce a Leverano all’inizio del 1986, ad opera dell’attuale amministratore, il Dott. Maurizio Zecca. L’attività istituzionale dell’azienda consiste nella distribuzione di bevande, vini e birre presso i canali Horeca e Superhoreca, attraverso una rete di agenti estremamente professionale, in grado di garantire una capillare ed efficiente copertura del territorio di competenza che abbraccia Puglia e Basilicata.
Il portafoglio prodotti proposto da Mebimport è particolarmente ampio e prestigioso, annoverando al suo interno una vasta gamma di referenze (oltre 2650) di primaria importanza e di marchi leader nel panorama internazionale del beverage di qualità: oltre 200 società fornitrici con 60 delle quali Mebimport ha un rapporto di esclusiva nel proprio territorio di competenza.
La struttura organizzativa dell’azienda consta di venti addetti, oltre all’amministratore unico ed alla rete commerciale, che presidiano le principali funzioni gestionali dell’impresa”



martedì 2 ottobre 2012

Masseria Uccio



“Immersa nel rosso della terra salentina, tra ulivi, fichi d’india e alberi da frutto, situata in una privilegiata posizione collinare, la Masseria Uccio permette di godere del silenzio e della quiete della campagna.
Interamente realizzata con pietre del luogo, l’antica costruzione mostra i segni del tempo trascorso. Un piccolo portone in legno introduce in un’ampia corte quadrangolare dalla quale si snodano gli ambienti della masseria un tempo destinati alle varie attività del massaro: le stanze dove dormiva con la sua famiglia, le stalle, gli ovili, i depositi per gli attrezzi, una cucina con grande camino per la produzione dei formaggi. Nel complesso un insieme armonico e piacevole nella sua rusticità valorizzato dalle belle volte a stella e a botte e dai muretti a secco costruiti faticosamente dai contadini solo con pietre ad incastro.

L’agriturismo - bed & breakfast Masseria Uccio si trova nel Salento, tra Otranto e Santa Maria di Leuca. Un tipico fabbricato rurale dell’entroterra Salentino le cui origini si possono far risalire al secolo XVII. E’ una masseria a corte ristrutturata nel pieno rispetto delle sue origini e dello spirito del luogo. Immersa nella pace e nella tranquillità della campagna è un luogo ideale di vacanza per gli amanti del turismo rurale, per chi desidera vivere a contatto con la natura e addormentarsi in un silenzio rotto solo dal piacevole canto di grilli e cicale. Al mattino un gradevole risveglio è assicurato da un’abbondante colazione fatta di prodotti genuini e caserecci e frutta colta in giornata dal terreno circostante. La Masseria Uccio è una delle poche masserie del Salento con vista mare: i lidi più vicini distano solo tre chilometri, facilmente raggiungibili in auto o, per i volenterosi, in bici, allietati dalla vista di pajare, muretti a secco e antiche masserie, attraverso le numerose stradine di campagna che compongono il percorso cicloturistico adiacente al bed & breakfast.
La posizione strategica della masseria nel Salento, tra Otranto e Santa Maria di Leuca, inoltre, garantisce la possibilità di raggiungere agevolmente i maggiori luoghi di interesse del Salento, una terra ricca di storia, tradizione, cultura e profumi.

Gli alloggi, ricavati da ambienti un tempo destinati alle attività agricole (la dimora del massaro e dei suoi familiari, le stalle, gli ovili, i depositi degli attrezzi), custodiscono le forme architettoniche e le antiche atmosfere del luogo. Un intervento di recupero leggero ha consentito di rivisitare gli ambienti della masseria custodendone l’antica essenza. Intatte sono rimaste le forme architettoniche e le geometrie del luogo. Tutto è stato conservato, rispettato, valorizzato. Il lavoro di sapienti artigiani locali ha permesso di preservare i camini in pietra, le nicchie scavate nelle mura, le cisterne, le antiche volte, testimonianze di un’umile vita contadina ormai lontana.”


lunedì 1 ottobre 2012

Masseria Terra dei Padri



“Antica casa padronale del 1600, finemente rinnovata in esclusivo relais, immersa nella quiete della campagna salentina tra distese di uliveti secolari e filari di vigneti.
10 Camere finemente arredate, dotate di ogni comfort. Un perfetto equilibrio fra eleganza e semplicità in piena armonia con la tipica architettura salentina.
Ristorante raffinato dalle antiche volte a stella la cui ambientazione elegante ed informale ispira l’estro mediterraneo del Nostro Chef. Luminose sale e giardini vivacemente fioriti, offrono un incantevole scenario per eventi e cerimonie.
Cantina d’eccellenza che vanta una prestigiosa selezione di vini di produzione propria e un pregiato olio.  Confetture e marmellate ottenute dai profumati frutteti della proprietà.
Location nel cuore del Parco del Negroamaro, a metà strada tra Ionio e Adriatico, a pochi passi dalla splendida Lecce e dalle località più caratteristiche della Puglia.”


sabato 29 settembre 2012

Odoya

Odoya è un editore internazionale di saggistica divulgativa e di narrativa in lingua italiana, inglese, francese e tedesca.

Odoya è un editore indipendente che pubblica novità di saggistica scientifica in traduzione italiana da prestigiosi editori esteri, e opere di autori italiani, anche traducendo le prime edizioni per il mercato estero e riproponendo grandi opere italiane degli anni passati per la prima volta tradotte in altre lingue: un progetto di scambio culturale fra i paesi per diffondere libri altrimenti irreperibili in lingua italiana o inglese; un disegno che vede al nostro fianco la collaborazione di alcuni tra i più grandi editori al mondo quali Routledge del Gruppo Taylor&Francis, Chicago UP e Gallimard.


Recuperiamo opere dimenticate o trascurate di interesse artistico, storico, filosofico, letterario e musicale, riproponendole in edizioni riviste e aggiornate da nuovi apparati critici. Un percorso a ritroso proiettato verso il futuro, per leggere e rileggere la società e i costumi, per interpretarli e per distinguere l’orizzonte della conoscenza dai miraggi dell’informazione. Crediamo in una saggistica divulgativa scientificamente rigorosa capace di dialogare con un ampio pubblico grazie alla capacità di trasformare ricerche e studi nati in ambito accademico in strumenti di conoscenza e approfondimento accessibili a molti, seguendo l'esempio di importanti University Press.


Odoya diffonde opere letterarie di levatura internazionale, contrassegnate da un’accurata riflessione sulle forme e sul contesto storico di creazione; poniamo grande attenzione alla ricercatezza creativa, all’introspezione psicologica, all’espressione sensuale e intellettuale di composizioni che segnano momenti di rottura, di passaggio.

Attraverso un accurato lavoro di ricerca e traduzione, rintracciamo nel corso della recente storia letteraria il percorso di un fil rouge che si dipana da quella che può essere definita una “letteratura dell’io” a sfondo europeo. Il progetto è l’espressione di una volontà di apertura attenta e selettiva e costituisce un trampolino, da e per l’ambiente letterario italiano, per nuovi indirizzi culturali internazionali.

Ci proponiamo di suggerire interessanti letture in traduzione e nuove proposte di narrativa italiana e straniera, di costituire una comunità di lettori e scrittori che forniscano input e suggerimenti.


Odoya è proprietaria del marchio I libri di Emil, editore specializzato in saggistica scientifica di ambito accademico e testi digitali.

Qui

venerdì 28 settembre 2012

Ristorante Carminio



“Il ristorante Carminio nasce dal desiderio di creare un luogo dove poter stare insieme in modo semplice, condividendo il cibo ma anche idee e pensieri, come da sempre è successo in quelle che erano le locande, le trattorie, i bistrot, le latterie ma soprattutto le case. La cucina di Carminio usa prodotti degli orti, delle cascine e degli allevamenti appena fuori città,  e con grande semplicità ed esperienza li trasforma in cibi sani e molto gustosi. Il nome nasce da quello della via dove si trova, via del Carmine, ma sta anche a significare una tonalità di rosso assolutamente meravigliosa..”








giovedì 27 settembre 2012

Besa editrice



“BESA nasce con l'attenzione rivolta a quegli ambiti letterari che sono da sempre stati penalizzati dal grande circuito editoriale: il travaglio dei Balcani, il crogiolo multietnico del Mediterraneo, la solarità transnazionale del mondo ispanico dall'Europa alle Americhe. Punti di riferimento di un progetto che intende volgere in lingua italiana le produzioni culturali scaturite da questi grandi bacini di idee, di creatività e d'arte. A queste letterature in continuo divenire che invocano - tanta è la loro fertilità - una riscoperta permanente o, forse, la riscoperta, Besa dedica gran parte delle sue collane, consapevole che proprio da questo universo in attivo fermento proviene il meglio delle scritture contemporanee. La casa editrice si propone, altresì, di valorizzare quelle aree di scrittura della narrativa italiana analogamente ignorate dal pubblico: proposte letterarie innovative e sovente alternative alle scuole consolidate, incluse quelle che si presentano come sperimentali o d'avanguardia. La produzione di Besa è orientata verso un rigoroso rispetto del pubblico: le opere straniere sono tutte tradotte dalle lingue originali per far sì che il lettore italiano fruisca nel modo più diretto dei valori espressivi anche di testi provenienti dalle aree linguistiche meno frequentate. Con la propria attività Besa intende stimolare dibattiti ed iniziative nel campo della scrittura: un contesto che in nome delle nuove tecnologie è considerato quasi in via d'estinzione, mentre è molto probabile che debba ancora conoscere vaste e gratificanti affermazioni, proprio in virtù e con l'ausilio della stessa tecnologia..”



martedì 25 settembre 2012

IL RICHIAMO DEL BOSCO



“E’ prima di tutto immersa nel primo Parco protetto dell’Emilia Romagna, nel Parco Regionale Boschi di Carrega, a circa 15 km da Parma, quindi la filosofia non poteva che essere eco. Studiata e progettata per essere in perfetta armonia con l’ambiente, è stata realizzata seguendo le direttive ecologiche più coerenti come il riscaldamento alimentato in tre diversi modi: con pannelli solari termici, caldaia a legna, caldaia a condensazione. La struttura è inoltre ricoperta da un cappotto di 10 cm, il tetto è coibentato con lana di roccia e le enormi finestre sono ad elevata efficienza energetica, per evitare qualsiasi tipo di dispersione del calore e dunque di spreco. Anche l’illuminazione è ovviamente a risparmio energetico. Abbracciata da un bosco di querce, faggi, castagni e rovere, anche i materiali utilizzati per l’arredo sono il legno locale e la pietra dell’Alto Adige (quarzite argentata). Tutto è studiato per creare continuità tra l’interno e l’esterno della casa come se le stanze non avessero pareti e la casa diventasse il proseguimento naturale del suo stesso territorio. La pietra è stata utilizzata sia per la pavimentazione esterna che per il grande salone e cucina “open space” dove si svolgono corsi di cucina rigorosamente naturale. Le ampie finestre sono prive di persiane e tende per divenire cornici delle immagini suggestive che circondano la casa. La giusta orientazione della struttura fa sì che la cucina di 80 metri quadrati si affacci a sud est, ricevendo tutta la luce che il sole è in grado di offrire. Da qui è inoltre possibile accedere al porticato abbarbicato su di una collina che apre la vista a uno splendido skyline della città di Parma. Oltre alla pietra, il materiale prevalente è il legno, in particolare quello di rovere tipico del territorio. I mobili sono stati creati per la maggior parte dalle mani esperte di Alessandro Mora - www.alessandromora.com - che ha realizzato diverse opere utilizzando materiali di recupero. Un esempio? Mobili del bagno creati con vecchie casse di vino, specchi incorniciati da persiane in disuso, un tavolo da pranzo ricavato dalle assi dei ponteggi, un letto a baldacchino realizzato con legni secchi trovati nel bosco. Tra le curiosità più originali un’ampia libreria fatta di legno e lavagna, perché ogni giorno possa essere personalizzato da una frase letta, un’idea passeggera e la voglia di comunicare i propri pensieri (“deformazione professionale” della stessa proprietaria, non a caso giornalista). Il marito Stefano Castelluccio, anch’egli appassionato del bosco, ama fare lunghe passeggiate raccogliendo i frutti e le bacche per fare i liquori locali come il Nocino o il Bargnolino.


lunedì 24 settembre 2012

ACQUA E SAPONE



“Presente sul mercato dal 1992, Acqua & Sapone oggi e' la piu' grande catena della bellezza e dell'igiene. Con una rete di 700 negozi distribuiti su tutto il territorio nazionale grazie alla specializzazione e alla profonda  conoscenza del settore, Acqua & Sapone e' in costate crescita e in continuo rinnovamento. Sempre all'avanguardia, propone la piu' grande varieta'  di prodotti, competenza  e convenienza  in un ambiente nuovo, moderno ed accogliente. Tutto il make-up, i profumi, le mode di tendenza e un universo ricco di femminilita'  presente nei reparti di profumeria assistita. Il meglio anche per la casa, tutta la freschezza e l'igiene per chi ama circondarsi di pulito. Un'ampia gamma di prodotti a disposizione, le migliori marche e le ultime novita'  spesso in anteprima offerte sempre al massimo della convenienza. Tutti i punti di vendita sono studiati per garantire un percorso dinamico e allo stesso  tempo armonico e spazioso. Grazie alla visibilita'  dei prodotti esposti, al personale pronto ad aiutare in caso di necessita'  o a consigliare,  lo shopping sara'  ancora piu' facile e rilassante.”


domenica 23 settembre 2012

Don Alfonso 1890



“Nel 1869 nasce Alfonso Costanzo Iaccarino. Appena adolescente decide di seguire gli zii oltre oceano. In America fa di tutto, perfino l'assistente di pugili professionisti. Impara a conoscere il mondo. A ventuno anni decide di ritornare in Italia dove incontra Herr Brandmeier, uno dei tanti tedeschi che intraprendono il "Grand Tour" senza mai completarlo, stregati dalla bellezza della nostra terra. Con lui Alfonso dà vita ad un albergo-ristorante. È l’inizio della storia... Alcuni decenni dopo, il nipote Alfonso, che respira l’aria nell’albergo di famiglia fin dalla più tenera infanzia, incontra Livia e alla fine degli anni Sessanta la sposa; nel 1980, i due decidono di abbandonare la gestione dell'albergo per dedicarsi completamente al Ristorante Don Alfonso 1890, intitolato al nonno e che avevano fondato insieme nel 1973. È in questi anni che inizia la sfida: fare grande ristorazione nell'Italia del sud impiegando le materie prime del luogo e l'olio extravergine di oliva. Il legame con il loro territorio si rafforza con l’acquisto, nel 1990, dell'Azienda Agricola "Le Peracciole", un modo per disporre sempre di materie prime autentiche e genuine. Nel 1999 i due figli di Alfonso e Livia si uniscono all’azienda di famiglia. Ernesto, dopo una laurea in Economia ed una esperienza manageriale in una multinazionale a Milano, si dedicherà d’ora in poi soprattutto alla cucina. Mario, dopo aver frequentato la scuola alberghiera a Ginevra e varie esperienze in ristoranti ed alberghi compresi tra Francia e Germania, decide di occuparsi dell'accoglienza degli ospiti. Nel corso dello stesso anno nasce la Don Alfonso Consulting & Distribution, società di consulenza nel settore della ristorazione con una sezione dedicata alla distribuzione di prodotti alimentari locali di alta qualità Nel 2006 termina l'ultima ristrutturazione totale del Don Alfonso 1890 che diventa un borgo con al suo interno anche un boutique hotel ed una magnifica scuola di cucina..”


sabato 22 settembre 2012

ULIASSI a Senigallia

“La storia del ristorante Uliassi non puó che cominciare così...Tutto inizió con un babbo, Franco Uliassi contadino, ma che il contadino non voleva fare e che per sfuggire alla terra negli anni 50 si mette a fare il camionista. Si sa che i camionisti girano in lungo e in largo l'Italia e a pranzo e a cena si fermano nei ristoranti che incontrano lungo la loro strada. In uno di questi conosce la nostra mamma Bianca Maria Bartolacci, cameriera e figlia dei ristoratori, che a loro volta erano figli di locandieri. Tra loro è amore a prima vista e come prezzo di questo amore (suo malgrado) il babbo decide di mollare l'avventura della strada per quella di un bar che viene acquistato e aperto, appunto, con la signora Bartolacci ora Uliassi. I tre figli (Mauro, Walter e Catia), nati dalla loro passione, si ritrovano fin dalla nascita a respirare l'atmosfera tipica dei pubblici esercizi e, come spesso succede, ognuno di loro coltiva interessi e rincorre sogni diversi. Mauro fa l'ITIS (la parola "elettronica" gli riempiva la bocca). Walter frequenta l'Accademia Aeronautica e volare e' rimasto il suo sogno. Catia si iscrive all'Istituto tecnico con indirizzo informatico. Ma la scuola di perito industriale non è proprio quello che Mauro si aspetta e, anche se si diverte (erano gli anni della contestazione studentesca e delle varie bagarre), i vari teoremi di Tevenin con tanto di calcoli logaritmici gli rimanevano molto ostici… e poi non c'erano femmine, duemila studenti qualche insegnante, ma rigorosamente tutti maschi. Tre anni, I, II e III lasciato a metà, poi basta: Mauro sogna di viaggiare sull'onda del mito hippy e vuole abbandonare tutto per andarsene via. Il padre con le lacrime agli occhi gli consiglia di cercare altre strade, finchè Mauro si convince e decide di provare ancora e sceglie la scuola alberghiera. C'e' subito grande entusiasmo. Niente a che vedere con il grigio ITIS, si beve e si banchetta e soprattutto... ci sono tantissime femmine, femmine ovunque. Quattro anni di cui 2 in uno durante i quali si sono realizzate varie esperienze negli ambienti turistici alberghieri prima come barman nei night e nelle discoteche, poi come cuoco nei ristoranti e negli alberghi italiani e francesi. Ma la prima vera esperienza di cucina (dura, molto dura!) è quella con lo chef "cordon bleu" Lucio Capannari, che lo inchioda per diciotto ore al giorno per 6 mesi, senza neanche un giorno di riposo. Ma il sacro fuoco per la cucina non è ancora arrivato, appena diplomato dice basta a favore di studi universitari. Sociologia e 7 esami all'Università di Urbino poi… conosce Chantal, la sua futura moglie, e in pieno innamoramento scopre quanto sia bello procurare piacere agli altri attraverso il cibo, che cucina sia per lei che per gli amici. Si rimette a fare il cuoco con una nuova consapevolezza e con l'ardore della ricerca e della sperimentazione. Contemporaneamente entra nella scuola Alberghiera "Panzini" di Senigallia come insegnante di cucina e pasticceria. Comincia a studiare seriamente, a fare stage, a girare e a mangiare nei grandi ristoranti e a conoscere altri cuochi, acquisendo nuove esperienze e caricandosi di voglia di fare e di esprimere sè stesso attraverso l'arte della cucina. Poi il ristorante, soffiato per un pugno di lire in piú e con un po' di fortuna ad un miliardario che lo voleva...”



venerdì 21 settembre 2012

HOTEL ABALU’



“ABALU es un nuevo hotel boutique de diseño en el corazón de Madrid, a 200 metros de la Gran Via, junto a las zonas comerciales más vanguardistas y a un paseo de los museos. La apuesta por la decoración de lujo y las últimas tendencias es extraordinaria y lo convierten en un hotel de culto ya que todas las habitaciones son diferentes y sus detalles únicos, un proyecto con la firma de Luis Delgado Estudio para Abalú hoteles. Existen hoteles contemporáneos y los auténticos hoteles boutique de diseño que no sólo venden noches de hotel, sino estancias cargadas de sensaciones y experiencias gracias a materiales, texturas, colores y formas. Un hotel perfecto para negocios, que rompe con la rutina gracias a entornos que sorprenden y distraen, con servicios como jacuzzi, in-room spa, servicio de habitaciones y parking, la evolución de los hoteles de negocios.”


giovedì 20 settembre 2012

Borgogno



“Il nome Borgogno - Il nome Borgogno è legato ad una delle più antiche case vinicole del Piemonte: nasce, infatti, nel 1761 con Bartolomeo Borgogno. Nel 1848 diventa fornitore del Collegio per i figli degli ufficiali dell’Esercito Sabaudo di Racconigi con il primo documento redatto su carta legale, ancora oggi gelosamente conservato, che testimonia l’attività dell’azienda e che avrà importanza fondamentale nella storia recente. Da allora l’alta qualità dei prodotti offerti fa sì che il nome Borgogno sia sempre più conosciuto ed apprezzato. Prova ne è la scelta del suo Barolo, nel 1861, per il pranzo ufficiale celebrativo dell’Unità d’Italia, e nel 1886 per il banchetto in onore di Nicola II Romanov Zar di tutte le Russie, ospite dei Savoia, in visita ufficiale al Castello di Racconigi.

Gli anni '20 - All’inizio degli anni ’20 sotto la direzione di Cesare Borgogno le vendite dei vini Borgogno cominciano ad espandersi anche fuori dei confini nazionali; ma è al termine della Seconda Guerra Mondiale che vi è il reale sviluppo con l’acquisizione di alcuni tra i più importanti mercati internazionali oltre oceano, quali Argentina, Brasile, Venezuela e, soprattutto, Stati Uniti d’America, e con un ulteriore consolidamento della propria posizione in Europa.

Dagli anni '50 a oggi - Dopo la completa ristrutturazione delle cantine, avvenuta tra il 1954 e il 1959, Cesare Borgogno inizia nel 1967 un nuovo programma di trasformazione nell’assetto societario dell’Azienda che assume così l’attuale denominazione “Giacomo Borgnogno & Figli”. Alla morte di Cesare Borgogno la conduzione passa ai nipoti Ida e Franco Boschis (e successivamente ai figli di questi Cesare e Giorgio), sino a quel momento loro validi collaboratori. Oggi la Giacomo Borgogno & Figli è un’azienda evoluta che, grazie alla ultra secolare esperienza, affianca tradizione ad innovazioni tecnologiche in bilanciato rapporto, tale da garantire il costante raggiungimento di una qualità superiore nei propri prodotti. Nel 2008 la Borgogno Giacomo e Figli è stata acquisita dalla famiglia Farinetti che ha concluso nel 2009 un’importante ristrutturazione dell’edificio principale..”


mercoledì 19 settembre 2012

Ristorante Malga Montagnoli



“Inverno - Direttamente sulle piste da sci dello spinale con  ristorante, self-service, bar, after ski in musica, suggestive le serate con il trasporto con gatti della neve per le cene tipiche attorno al grosso camino a legna. Possibilità di rientro in paese con gli sci in fiaccolata. Con il gatto delle nevi il tuo ristorante a la carte " IN quota ".  Serate su prenotazione
Estate - Immerso nel verde e punto di partenza e arrivo di numerose passeggiate, comodamente raggiungibile in auto a soli pochi minuti dal centro di Madonna di Campiglio. Cucina tipica con degustazione di prodotti caseari della malga adiacente, funghi, cacciagione e polenta a volontà. Dolci e pasta rigorosamente fatti in casa per finire con un grappino del Montagnoli. Ideale per banchetti e cene sociali ma anche per una romantica serata. È consigliata la prenotazione.”



martedì 18 settembre 2012

Osteria Il Cappello a Trento



“Già nel 1414 nella contrada di Borgo San Pietro un Osteria il Cappello, di ignota proprietà, aveva avuto momenti di autentico splendore. Il locale è gestito dal 1997 da Michele e Silvia che con grande energia hanno saputo concretizzare la loro passione per la cucina in un locale che nel corso degli anni si è consolidato fino a diventare un punto di riferimento sicuro per quanti cercano un ambiente raffinato e una cucina rassicurante. Grazie alla particolare struttura che si sviluppa su tre livelli, il ristorante soddisfa svariate esigenze. Nel piano inferiore, sotto antichi volti a botte, cene romantiche a lume di candela. Al piano terra, con cucina a vista, pranzi e cene di lavoro, o di piacere, che possono diventare riservatissimi sul piccolo soppalco. In estate viene allestito un bellissimo giardino nella piazzetta pedonale antistante, dove è possibile pranzare o cenare in assoluta tranquillità lontano dai rumori del traffico. Perfetto anche per pranzi domenicali in famiglia.”


Osteria Il Cappello, piazzetta B. Lunelli 5, 38112 Trento.
Telefono: 0461/235850
e-mail: info@osteriailcappello.it
Giorno/i di chiusura: Domenica a cena e Lunedì..”



lunedì 17 settembre 2012

Natura in Tasca con i Conti D’Almerita



“Una storia fatta di passione e vecchi segreti di famiglia, sperimentazione e confronto con gli altri, iniziata in agricoltura e coronata nella vite e nel vino. Da quasi 200 anni siamo alla ricerca delle più tipiche produzioni agroalimentari siciliane. Oggi, per condividere con voi l’esperienza, insieme ad un gruppo di produttori di nicchia, vogliamo offrirvi quanto di meglio e più autentico la nostra terra possa offrire. Con curiosità, divertimento e responsabilità, assaggiamo e poi selezioniamo i prodotti artigianali di questa Isola in cui riconosciamo un lavoro di passione e di rara qualità, per promuoverne il mantenimento delle caratteristiche di tipicità, la conoscenza e il consumo. Rispetto delle stagioni, recupero dei saperi e delle pratiche produttive tradizionali unite al sapere e le tecniche odierne, i profumi e i sapori antichi, sono gli ingredienti della ricetta con cui vogliamo ispirare il vostro viaggio nel gusto siciliano. Generazione dopo generazione, abbiamo imparato che senza il rispetto dei luoghi in cui l'agricoltura ha le sue radici più salde non si costruisce niente. Per questo ci impegnano nel valorizzare la cultura rurale siciliana, per lasciare un'impronta positiva sulla terra che lavoriamo e che un giorno sarà dei nostri figli.”



domenica 16 settembre 2012

BARONE DI S. GIUSEPPE DELL’OLMO



“La terra fu acquistata nel 2001 dall’ attuale proprietario che dopo la laurea in giurisprudenza con la tesi in diritto commerciale sulla nuova figura dell’imprenditore agricolo,trasferendosi da Roma in Offida, ha voluto realizzare il suo sogno trasformandolo in realtà.Dopo il primo anno dedicato al cambiamento della potatura delle viti nel 2002 si passò alla realizzazione della cantina,realizzazione che è stata possibile grazie al consulto di esperti che hanno saputo indirizzare il proprietario sulle migliori ed innovative tecniche di lavorazione e vinificazione.
La vendemmia - Dopo un diradamento che varia a seconda delle specifiche annate e che si effettua al momento dell’invaiatura e dopo il controllo tecnico sulle uve attraverso le curve di maturazione ,si giunge finalmente alla vendemmia che si svolge tra l’ultima decade di settembre e la prima di ottobre,tempo di vendemmia che è comunque soggetto alle varianti climatiche di ogni specifico anno. La vendemmia è rigorosamente svolta a cassetta,al fine di non disperdere il mosto e far si che l’acirno arrivi intatto sopra i nostri tavoli di cernita per poi compiere tutto il circuito che lo trasformerà in mosto…”




sabato 15 settembre 2012

GASTRONOMIA MIGLIORI



“L’azienda - Zè Migliori, testimonial della gastronomia ascolana e delle tradizioni locali, è tornato nelle campagne del territorio a ricercare le mitiche olive ascolane oggi difese dal marchio DOP, a procurarsi personalmente il frutto quasi scomparso, base della famosa ricetta 'Oliva ascolana del piceno in salamoia DOP', integrando la personale produzione del proprio uliveto. MIGLIORI, nel corso del tempo, ha arricchito l'offerta creando varianti nella farcitura delle olive e un ventaglio di altri prodotti tipici del "fritto all'italiana".
Questo trionfo di sapori è apprezzato a livello internazionale: vanto della tipicità e della raffinata gastronomia delle Marche.”



venerdì 14 settembre 2012

VOLPE PASINI

“Il cuore dell’azienda, con i suoi uffici e le cantine, è composto da una villa padronale, il cui impianto originario risale al 1596, e da uno splendido complesso di immobili che circondano la villa stessa. All’interno della proprietà di 20 mila metri quadrati si trovano, inoltre, il parco secolare ed un piccolo vigneto di Ribolla Gialla che ricorda la vocazione enologica dell’azienda.  Al XVII secolo risalgono i primi documenti testimonianti con certezza la produzione vitivinicola sulla proprietà. L’azienda, da allora, ha sempre espresso una vocazione prettamente agricola, che nella seconda metà del ’900 è divenuta sempre più esclusivamente enologica. Negli anni ’70, insieme a pochi altri “produttori pionieri”, la Volpe Pasini ha portato l’enologia friulana in Italia e nel mondo e, uscendo dalla logica del vino in damigiana, concentrò le proprie energie nella ricerca qualitativa dell’eccellenza e nel vaglio di nuovi sbocchi sui mercati internazionali (soprattutto tedesco e statunitense). Attualmente la Volpe Pasini vende il 50% dei suoi prodotti all’estero, attraverso una rete commerciale solidissima ed ultratrentennale. Oggi l’azienda si presenta più vitale e competitiva di prima, avendo ritrovato quelle solide basi e quella volontà innovativa che ne hanno fatto, nel corso dei decenni, una delle più importanti del Friuli Venezia Giulia”



giovedì 13 settembre 2012

VALLE REALE



“La Famiglia Pizzolo - C'era una volta una terra, e un uomo appassionato della coltivazione del tabacco... Nel primo dopoguerra Giovanni Alberto Pizzolo decide di investire i risparmi accumulati in diversi anni di attività di fattore per acquistare ì primi terreni. La famiglia è molto numerosa e abita in un piccolo paese ai confine fra la provincia di Verona e quella di Vicenza chiamato Zimella.
L'attività agricola inizia con la coltivazione di ortaggi per poi concentrarsi sulla produzione di tabacco da vendere nelle aste governative del monopolio di stato. Giovanni Alberto è coadiuvato dall'aiuto di quattro dei suoi figli, Augusto, Giuliano, Floriano e Giorgio. L'attività prosegue bene per molti anni fino a quando i figli si vedono costretti a prendere la gestione completa dell'attività del padre ammalato di asma. Siamo negli anni sessanta e la famiglia ha già più di ottanta dipendenti che lavorano le proprietà nel frattempo allargate.
I Pizzolo decidono di dedicarsi all’allevamento del bestiame e alle aziende agricole, abbandonando definitivamente la produzione del tabacco. Alla fine degli anni ottanta decidono anche di iniziare l’attività di produzione ed importazione di pesce da proporre alla ristorazione e alla grande distribuzione. Oggi il Gruppo Pizzolo è un gruppo agroalimentare complesso con poco meno di 400 dipendenti. Le attività spaziano dall’agricoltura alla produzione di carne chianina venduta direttamente alla ristorazione qualificata attraverso una rete di agenti con il marchio Corte Pizzolo.
Leonardo Pizzolo - Leonardo Pizzolo nasce a Verona il 28 maggio 1969. Laureato in Economia e Commercio matura le prime esperienze nell’azienda di famiglia affiancando Giorgio Pizzolo nell’attività di imbottigliamento rilevata agli inizi degli anni novanta.
Nel 1998, Giorgio e Leonardo, iniziano a coltivare un vecchio vigneto di proprietà sito all’interno dei Parco Nazionale della Majella dove la famiglia ha due allevamenti di trote fra i più importanti d’Europa. La passione per l’agricoltura ereditata dal nonno li spinge a mettersi in contatto con l’Università di Milano, nella persona del Prof. Leonardo Valenti per iniziare uno studio del Montepulciano d’Abruzzo riscoprendo le sue antiche origini di vitigno pedemontano in una zona ancora incontaminata. Infatti le prime tracce dell’esistenza di questo vitigno si trovano proprio ad un passo dall’azienda. Nasce così il progetto agronomico Valle Reale.
Luciana Biondo - Responsabile Agronomo vigneti di Popoli e Capestrano
Luciana Biondo nasce a Verbania il 19 novembre 1967. Si laurea in Scienze agrarie all’Università degli studi di Milano nell’anno 1993 con una tesi sulla gestione integrata del vigneto e consegue nello stesso anno l’abilitazione alla libera professione di Dottore Agronomo.
Inizia subito una collaborazione con l’Istituto di Coltivazioni Arboree della Facoltà di Agraria di Milano, nel team del Prof. Leonardo Valenti, occupandosi di diverse tematiche inerenti ad una moderna gestione dei vigneti (selezione clonale di vari vitigni italiani, confronti tra sesti d’impianto e forme di allevamento, valutazione di differenti tecniche colturali).
Dal 1996 al 1999, oltre alla collaborazione con l’Università, inizia ad occuparsi di assistenza tecnica alle aziende viticole, dapprima tramite un Consorzio di tutela in Lombardia poi nell’ambito di un’Associazione di produttori nelle zone di produzione delle DOCG Ghemme e Gattinara.
Nel 2000 diventa responsabile agronomico dell’Azienda Cottanera a Castiglione di Sicilia (Ct), dove matura una buona esperienza sulla conduzione di nuovi impianti vitati e sulle problematiche inerenti alla coltivazione dei vitigni internazionali. Dall’inizio del 2004, insieme a Giulio e a Leonardo, lavora al progetto di un grande Montepulciano a Valle Reale.”