mercoledì 4 dicembre 2013

GIANNI SASSO BLOG - Hairstyle, Beauty, Fashion, Cosmetics

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Alessandra Peluso con il suo lavoro poetico “Ritorno Sorgente” edito da LietoColle al Fondo Verri di Lecce il 6 dicembre 2013



L'Associazione culturale “Fondo Verri” presenta al pubblico la nuova raccolta poetica di Alessandra Peluso “Ritorno Sorgente” edito da LietoColle. Interverranno Antonio Errico e Mauro Marino. Venerdì 6 dicembre 2013, ore 19.30 - Fondo Verri - Fondo Verri - via Santa Maria del Paradiso, 8 - 73100 - LECCE


“Ritorno sorgente” non ha nel suo dna scritturale nulla che possa anche lontanamente appartenere all’etimo tedesco “Sehnsucht” con il quale si indica un’atmosfera intrisa di “struggimento”, nello specifico quasi uno stato dell’essere paragonabile ad una malattia che spinge dolorosamente al desiderare, un desiderare che emerge dall’intimità in maniera dirompente e che è rivolto ad una persona o ad un oggetto che si ama o si desidera fortemente.
(dall'introduzione di Stefano Donno). 



Alessandra Peluso - nata a Leverano (Lecce) si ispira alla filosofia e alla poesia.
Nella sorgente della vita collabora con l'Università del Salento (Bioetica), editoria Lupo Editore (editor) e scorre come sorgente fresca e zampillante nella comunicazione con Affari Italiani, Repubblica/Bari.  
Amante della ricerca e del dubbio, del piacere epicureo e della bellezza dell'essenza e mai della superficie, scrive versi. Oltre a pubblicazioni scientifiche su Simmel e Camus, la prima pubblicazione poetica “Canto d'Anima Amante”, di Luca Pensa Editore 2010.





INFO

Fondo Verri - via Santa Maria del Paradiso, 8 - 73100 - LECCE

Dolce Dolcezze Greetings by Dolce&Gabbana

Dior - Trafalgar look

Porsche Engineering - Driven by Ideas

GALAXY Note 3: Smarter Large Screen - #SMARTMOVE Ep. 3

martedì 3 dicembre 2013

Massimo Donno presenta “Amore e Marchette” Winter Tour 2013 - 2014



Mentre prosegue, raccogliendo grandi consensi ed apprezzamenti la promozione di “Amore e Marchette”, il cantautore salentino Massimo Donno, si appresta ad un intenso tour promozionale che lo vedrà protagonista nei mesi di novembre, dicembre e gennaio sui palchi di tutta Italia da Nord a Sud. Il tour è stato reso possibile con il sostegno degli sponsor Masseria Piccapane (Cutrofiano, Le), Masseria Sant’Angelo (Corigliano D’Otranto, Le), Masseria Appidé (Corigliano D’Otranto, Le), e Le Terrazze Del Duca (Corigliano D’Otranto, Le). Di seguito tutte le date del tour:








MARTEDI 3 DICEMBRE
“Ti Saluto Dai Paesi Di Domani”
reading musicale sulla trilogia di Fabrizio de Andrè - con Ovidio Venturoso
Blink - Maglie (LE)

DOMENICA 8 DICEMBRE
duo con Francesco Pellizzari
Castello di Martano (Le)

LUNEDI 9 DICEMBRE
La Vereda, Bologna

MARTEDI 10 DICEMBRE
Bar De Marchi, Bologna

MERCOLEDI 11 DICEMBRE
Senza Nome, Bologna

GIOVEDI 12 DICEMBRE
Enosud, Milano

VENERDI 13 DICEMBRE
con Luca Barrotta (Fisarmonica)
Rosso Di Sera - Torino

SABATO 14 DICEMBRE
con Luca Barrotta (Fisarmonica)
Circolo Ristorante La Scuola, La Morra (CUNEO)

DOMENICA 15 DICEMBRE
Enoteca Monna Bianca, Lavagna (GENOVA)

GIOVEDI 19 DICEMBRE
Estemporanea di Musiche dal mondo
Notte Sacra a Copertino (LE) con Chiara Arcadi (Violino)

SABATO 4 GENNAIO
Teatro di Novoli (LE)
Quartetto con numerosi ospiti. (Presto dettagli)


MASSIMO DONNO - AMORE E MARCHETTE (LUPO EDITORE/ULULATI)

Pubblicato dall’Etichetta Ululati (Lupo Editore) nella primavera del 2013 “Amore e Marchette” è il disco di debutto di Massimo Donno. Inciso presso gli Studi Musicali Chora di Valerio Daniele, il disco contiene numerose collaborazioni, da Maurizio Geri a Francesco del Prete, da Guido Sodo (Cantodiscanto) a Nilza Costa, Ovidio Venturoso, Giuseppe Spedicato, Luca Barrotta, Morris Pellizzari, Alessia Tondo, Emanuela Gabrieli, Andrea Doremi, Emanuele Coluccia, Marcello Zappatore, Valerio Daniele. Il disco uscirà il 2 giugno 2013 preceduto dal video clip del singolo “Amore e Marchette”, realizzato da Gianni De Blasi.

Nelle undici tracce che compongono l'esordio di Massimo Donno c'è il segno di un cantautore che conosce la materia umana, e che ama mescolare l'ironia e la poesia alla quotidianità surreale dell'amore, fino a includere non solo le atmosfere - in un dialogo costante - ma anche le voci del passato prossimo di Pier Paolo Pasolini (nel brano "Tango") o del grande Alberto Sordi (in "Bologna A.D. 2012"), mescolandole al presente delle sue suggestioni autobiografiche, come fa ad esempio nella traccia dal titolo "Il mio compleanno".
Un cantautore, Massimo Donno, che non ha paura di guardarsi e, soprattutto, guardarci dentro con il ritmo di una musica leggera e ironica. "Amore e marchette", nuova produzione dell'etichetta Ululati, vanta, tra le collaborazioni di eccellenza, quelle con Massimo Geri (presente anche nel video del singolo "Amore e Marchette", realizzato dal talentuoso regista Gianni De Blasi), Nilza Costa (nel brano "Il bianco ed il nero") e Guido Sodo, nel brano intitolato "La colpa".
"Massimo Donno è un gatto che salta sui tetti della canzone d'autore italiana prendendosene la parte più nobile. Come un gatto ci fa le fusa, ci conquista per poi graffiarci quando meno ce lo aspettiamo. Come un prestigiatore muove le parole tra surrealismo e neorealismo. E' una capriola, una giostra un pugno e uno sberleffo un bacio e uno schiaffo. Cartina tornasole delle nostre vite imbarcate su fragili vascelli"
Oliviero Malaspina

MASSIMO DONNO RACCONTA “AMORE E MARCHETTE”

AMORE E MARCHETTE
Un canto di lavoro scritto nel 2013. Solo che la base non è folk ma è swing e non si parla di minatori ma di musicisti. Fare il musicista nel 2013 significa sopportare angherie, vessazioni, scendere a compromessi con la propria arte e con chi la “acquista”. Significa anche ridimensionarsi, reinventarsi e,  necessariamente, ridersi addosso.

IL BIANCO ED IL NERO
Nasciamo senza distinguere i colori. Gli anni passano e cominciamo a riconoscerli come tali solo dopo molto tempo. I colori sono come i vissuti che crediamo di percepire in un modo e che facciamo di tutto per inserire in dei casellari ben specifici. Il bianco da una parte, il nero dall’altra. Poi, in corso d’opera, ci accorgiamo di quanto sia interessante vedere come a volte la rottura di una diga non sia altro che una virtù della storia.

VALZER DEL LAVORATORE ATIPICO
La prospettiva occidentale ci induce spesso a leggere senza relativismi la storia. La prospettiva culturale da cui guardiamo il mondo ci permea rendendoci incapaci di operare discriminazioni individuali, soggettive. La storia del paese in cui si nasce sono gli occhi, la storia personale non sono altro che occhiali. A volte puliti, a volte sporchi. A volte con la gradazione sbagliata.

LA COLPA
Il mondo assomiglia sempre di più ad una sala d’aspetto. Si attende il proprio turno e intanto, con dei perfetti sconosciuti con i quali aspettiamo, ci improvvisiamo scienziati, politici, sociologi, psicologi. È il modo più comodo di ricercare i moventi e le cause di alcuni fenomeni che non riusciamo a ricondurre a noi stessi. Quando ci rendiamo conto che la nostra teoria è sbagliata … è arrivato il nostro turno. Troppo tardi!

PICCOLA STORIA
Amare la luna significa amare il cielo che la contiene, come amare un fiore vuol dire non saper prescindere dall’odore profondo della terra, secca o umida che sia. Amare un’entità è sposarne i contorni, il contesto, in un tutto imprescindibile.  Della rosa, amarne anche le spine.

LE VETRINE
L’amore colpisce, senza preavviso, senza ragione, senza principi di base. L’unica cosa che l’amore individua è la direzione. Quando il nostro cammino incontra la traiettoria è fatta: o meglio, è finita! E allora i sensi e  le percezioni cambiano, diventano cangianti, gli umori altalenano e si poggiano come una nebbia davanti agli occhi … fino a non farci riconoscere noi stessi, specchiati … nelle vetrine!

BOLOGNA A.D. 2012
Una cartolina dal capoluogo Emiliano, dopo dieci anni di vita passati a studiare, a lavorare, a ridere, a piangere, a crescere per ritornare bambino, disincantato ed ingenuo dinanzi ad alcune politiche che si credevano lontane anni luce dalla modernità, dall’arte, dallo sbandierato senso di comunità.

OLTRE
A volte due occhi non bastano per considerarsi vedenti. Le diottrie non misurano la sensibilità, non possono considerarsi termometro di qualcosa che è intangibile, immisurabile. Il caso fortuito del bambino che lancia la palla oltre il suo giardino e scopre un eden meraviglioso da sempre ignorato è l’emblema del non cercato, del non sperato ma che ci apre un mondo meraviglioso.

TANGO
La parola è una donna sfuggente. La si cerca disperatamente e proprio quando si ha la presunzione di averla trovata, si libra nell’aria nel suo mantello rosso e sparisce nei meandri più nascosti del nostro futuro. La vita intera non basta per trovarla, la vita intera diventa una missione fatta di silenzi ed echi lontani che lasciano presagire l’effimera illusione di una scoperta.

DE PROFUNDIS
La vita e la morte, due facce della stessa medaglia? Per me assolutamente no. Una rotaia lunga, a più stazioni, a più fermate, semmai. E prima dell’ultima fermata, tante piccole frazioni di questo paese infinito che è la vita. C’è chi vive da pendolare, c’è chi vive da turista. In ogni caso viaggiatori che, tra le cose in comune, ogni tanto hanno la necessità di andare in ritirata.

IL MIO COMPLEANNO
L’intreccio inestricabile di presente, passato e futuro. Forse ridersi addosso non è soltanto un amaro tentativo di auto commiserarsi ma un approccio alla vita che permette di rileggersi, di determinarsi e di scavare dei solchi su una terra che profuma di passato. E se il passato ci ha permesso di essere presente, forse  ci permetterà anche di diventare futuro? Forse no. Ma vale la pena provarci.

CREDITS
In ordine di apparizione

Massimo Donno: chitarra acustica, chitarra classica, ukulele, çifteli, voce
Maurizio Geri: chitarra solista
Giuseppe Spedicato: basso acustico
Ovidio Venturoso: batteria
Nilza Costa: voce
Gianluca Milanese: flauto traverso
Giuseppe Spedicato: basso acustico
Marcello Zappatore: chitarre acustica, chitarra elettrica, basso
Valerio Daniele: chitarra baritona
Guido Sodo: arpa celtica, voce
Francesco Del Prete: violino
Luca Barrotta: fisarmonica
Morris Pellizzari: chitarra solista
Emanuele Coluccia: sassofoni, tromba
Andrea Doremi: susafono
Emanuela Gabrieli: cori
Alessia Tondo: cori

un assaggio dagli house concert


Info e contatti:
3381200398
Facebook:





Luca Bianchini e la sua “La cena di Natale” (Mondadori) alla Feltrinelli Point di Lecce il 5 dicembre 2013



Arriva come regalo natalizio dalla “Feltrinelli point” di Lecce il nuovo romanzo di Luca Bianchini “La cena di Natale” (Mondadori).
Evento imperdibile! 5 dicembre 2013, ore 18.00 - Feltrinelli point - via Cavallotti 7/a - 73100 – LECCE.


E la vigilia di Natale e sono tutti più romantici, più buoni, ma anche un po' più isterici. Polignano a Mare si sveglia magicamente sotto la neve che stravolge la vita del paese, dividendolo tra chi ha le gomme termiche e chi no. La più sconvolta è Matilde, che riceve quella mattina un anello con smeraldo da don Mimì, suo marito, "colpevole" di averla troppo trascurata negli ultimi tempi. Lei si esalta a tal punto da improvvisare un cenone per quella stessa sera nella loro grande casa, soprannominata il "Petruzzelli", in cui troneggia un albero di Natale alto quattro metri e risplendono le luminarie sul tetto. L'obiettivo di Matilde è sfidare davanti a tutti Ninella, la consuocera, il grande amore di gioventù di suo marito. E Ninella, che a cinquant'anni è ancora una guerriera, accetta la sfida. Sbaglia però a farsi la tinta "biondo Kidman", che la renderà meno sicura, ma non per questo meno bella. Quella sera, alla stessa tavola imbandita si siederanno, tra gli altri: una diciassettenne ossessionata dalla verginità (Nancy); una zia con tendenze leghiste (Dora); una coppia (Chiara e Damiano) in cui il marito forse ha messo incinte due donne, e un ragazzo gay (Orlando) che ha dovuto scrivere a mano su pergamena undici menu, in cui spicca il "supplì alla cozza tarantina" preparato con il Bimby. Tra cocktail di gamberi, regali riciclati, frecciate e risate, ne succederanno di tutti i colori. Ma ai due consuoceri, Ninella e don Mimì, importerà solo essere seduti uno accanto all'altra.

 
Luca Bianchini nato l’11 febbraio 1970. Nello stesso giorno, in anni diversi, sono comparse Jennifer Aniston, Irène Némirovsky, Sarah Palin e la Madonna di Lourdes. Il primo romanzo, Instant Love, dopo aver letto dieci pagine della sceneggiatura di Santa Maradona. Ha scritto la biografia di Eros Ramazzotti tra un brief e l’altro di un’agenzia di pubblicità. Ha lavorato in un programma su Radio2 un giorno in cui ero da Fiorello per presentare “Se domani farà bel tempo”. Poi a Vanity Fair per raccontare i poveri in Africa.
“Le cose più belle mi sono successe senza averle cercate direttamente, come a tutti, credo. Ma mi piace credere alle coincidenze e questo dipende senza dubbio dagli anni che passano. L’unica cosa di cui sono sicuro, in questo tempo precario, è che scrivere è la cosa che amo di più, dopo la pasta coi broccoli”.

INFO

Feltrinelli Point - via Cavallotti 7/a, 0832/331999 - www.lafeltrinelli.it


Killer Instinct Launch Trailer

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Laboratorio Sci e snowboard

L'uragano di un batter d'ali - Sara Tessa - il booktrailer

lunedì 2 dicembre 2013

QUADERNARIO – ALMANACCO DI POESIA – a cura di Maurizio Cucchi, LIETOCOLLE


Internazionalità. Divulgazione. Sfida. Sono le tre parole chiave che hanno sostenuto il Quadernario, la nuova rivista di poesia che sarà disponibile dalla prossima settimana nel catalogo Lietocolle. Diviso in tre sezioni e un contributo critico monografico dedicato a Giuseppe Piccoli, il Quadernario si propone tre obiettivi: mettere in luce i più importanti poeti internazionali, già considerati i decani della poesia nei loro rispettivi paesi. Il primo numero prevede infatti inediti del greco Titos Patrikios, dello spagnolo Antonio Gamoneda, affiancati da altri autori inglesi, sloveni e americani. Sulla scia dell’Almanacco dello Specchio, la nuova rivista intende agevolare un incontro che avvicini i poeti più autorevoli a quelli delle ultime generazioni. Nella seconda sezione a parlare saranno quindi i testi di poeti italiani già riconosciuti – da Gian Mario Villalta a Daniele Gorret, Cristina Annino, Elio Pecora – accanto a voci meno note, ma i cui esiti sono ormai una valida conferma del loro percorso di ricerca.
Come ha osservato Maurizio Cucchi, direttore del nuovo periodico annuale, la poesia continua imperterrita a dare i suoi frutti, che anche oggi si impongono come il momento più alto della ricerca letteraria. Ecco perché il Quadernario compie la sua sfida aprendo un ampio spazio tra il presente e i nuovi, futuribili orientamenti, indagando le proposte più interessanti dei giovani e giovanissimi che vanno a compilare la terza parte della rivista. Uno screening che prescinde da linee e scuole per individuare le potenzialità delle voci più autonome come quelle, tra gli altri, di Francesco Maria Tipaldi, Luca Minola, Alfonso Guida, Manuel Micaletto, Marco Corsi. Un’esplorazione libera, realizzata da un lavoro d’équipe al quale hanno partecipato attivamente i redattori Alberto Pellegatta, Mary Barbara Tolusso, Fabrizio Bernini e Valeria Poggi, oltre all’editore che promuove l’iniziativa.
L'editore

Il Quadernario costa 20 €, 300 pagine. Fino al 30 gennaio 2014 ci sarà una speciale promozione sull'annuario che prevede lo sconto del 25% e la spedizione a cura di lietocolle. Per gli autori inseriti lo sconto sarà del 35% con la spedizione gratuita.

Il modo più semplice per ordinare il libro di è tramite bonifico:

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venerdì 29 novembre 2013

ORDO AB CHAO di Giovanni GUACCI (Lupo editore)



2001. Matteo, designer di origine siciliana, vive a cavallo tra la Milano ‘da bere’ e la Milano ‘da fumare’ abbandonandosi volentieri a incontri più o meno occasionali nonostante il rapporto con Vale, fidanzata storica con la quale ha sperimentato la convivenza prima di un significativo scollamento che ha portato la ragazza in Spagna per la specializzazione. La sua vita disordinata e amorale nel mondo artificiale del Design, con tutti i suoi satelliti di plastica, lo mischia ad una variegata gamma di personaggi altrettanto corrotti, dai radical chic ai malavitosi. Il lavoro presso lo studio diretto da Walter non lo entusiasma (anche per l’antipatia del collega Carlo) e la noia lo induce a sperimentarsi nella scrittura di sceneggiature che – pure rivelandosi redditizia – resta attività di margine per la necessità di uno stipendio fisso, ma rappresenta una importante valvola di sfogo alla sua creatività.
In un giorno di violento nubifragio Matteo ha un appuntamento: deve consegnare un progetto, un intervento dal budget a sei zeri. I clienti lo accolgono con freddezza, sia per il ritardo imbarazzante, sia perché sono russi. In un primo momento tutto fila liscio, poi qualcosa non quadra e si scatena l’inferno… Un thriller metafisico, odissea surreale dell’uomo contemporaneo in lotta con la propria coscienza e prigioniero di una realtà che lo ha reso un involucro senz’anima.

Giovanni GUACCI - Nato a Lecce nel 1963. Dopo la maturità classica si trasferisce a Firenze dove frequenta la facoltà di Architettura. Si laurea nel 1990, quindi si trasferisce in Texas. Nel 1993 consegue il master in Architettura Aerospaziale all’Università di Houston. Collabora al programma NASAUSRA che ha come obiettivo la missione umana su Marte. Nel 1995 torna con i piedi per terra, ossia in Italia, a Milano. Qui attualmente risiede e lavora come architetto d’interni e designer di complementi d’arredo. Nel 2008 ritorna con la testa per aria e decide d’iniziare a scrivere. Ordo ab chao è il suo primo romanzo.

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mercoledì 27 novembre 2013

Stefano Donno affilia il suo blog “Stefano Donno – il pop non è un’esaltazione del nulla” a Macrolibrarsi



Macrolibrarsi” portale del Gruppo Macro editori (azienda leader nel settore editoriale) creato per l'acquisto di libri, dvd e cd, comprende puntualmente novità che riguardano ogni genere letterario, ricoprendo una vasta gamma di interessi per gli appassionati di ogni genere.
Per la varietà dell’offerta e per la ricchezza delle proposte editoriali presentate sul sito, Stefano Donno ha ritenuto opportuno condividere con i lettori del suo blog, questo brand innovativo e una grande opportunità. Per offrire al meglio e in modo rapido un contatto con questo grande portale on line di vendita di libri, si può tranquillamente acquistare i libri del portale Macrolibrarsi direttamente collegandosi al link http://www.stefanodonno.blogspot.it/

È un'opportunità che Stefano Donno vuole dare a quanti da anni hanno seguito on line l’attività del suo blog : ora tutto questo è possibile con “Macrolibrarsi” e il blog di Stefano Donno che puntualmente presenterà una selezione dei libri più venduti su Macrolibrarsi.

Info

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The Life and Times of Mr. CD

martedì 26 novembre 2013

GALA ROMANOV - CASA IMPERIALE DI RUSSIA



Bruxelles – 7 Dicembre 2013 – Palazzo d’Egmont


Nel quadro delle Celebrazioni per la ricorrenza del 400esimo Anniversario dell'ascesa al trono di Russia del primo Zar della Dinastia Romanoff Michele I nel febbraio 1613, che pose fine al cosiddetto periodo dei torbidi, S.A.I. il Granduca Ereditario Georgyi di Russia ha acconsentito a dare il suo patrocinio alla serata in Suo onore che si terrà a Bruxelles il 7 dicembre 2013 negli esclusivi locali del Palais d'Egmont antica dimora dei Principi d'Aremberg ed attuale sede del Ministero belga degli Affari Esteri.

La serata di gala vedrà la partecipazione di differenti Ministri di Stato belgi, di uomini d'affari internazionali, del corpo diplomatico impersonato dagli Ambasciatori accreditati presso il Re dei Belgi nonché da vari esponenti delle Case Reali e dell'aristocrazia europea. La serata è organizzata dal Nobile Gregoire Tolstoj, discendente del grande scrittore russo Lev Tolstoj.



Prenderanno altresì parte all evento:



LARS il Principe Laurent e la Principessa Claire del Belgio e SAR la Principessa Lea del Belgio, SAR il Principe Gioacchino Murat, LARS il Granduca e la Granduchessa Guillaume e Stephanie del Lussemburgo, Sua Maestà il Re Fouad II d'Egitto, SAR la Principessa Chantal di Francia, SAR il Principi Michele di Yugoslavia, SAR il principe ereditario Leka II di Albania, SAR il principe Paolo di Romania, SAR il Principe e la Carlo e la Principessa Camilla di Borbone delle due Sicilie, SAR la Principessa Maria Gabriella di Savoia, SAR la Principessa Yasmine El-Senussi di Libia, Membri della Casa Sovrana di Monaco, Principi della Casa dei Borbone Parma e della Real Casa di Prussia degli Hohenzolern, Membri della famiglia reale francese degli Orleans, Membri della Real Casa dei Bey di Tunisia, Membri della famiglia reale di Grecia, SAR il Principe Dimitri von Turn und Taxis, Membri della famiglia Imperiale e Reale di Asburgo-Lorena, La Principessa Galitzine.




Press Office Italia

Studio Puggina

Filippo Bruno – filippo@studiopuggina.it

Novità in libreria per LietoColle - Ritorno sorgente di Alessandra Peluso



La sua scrittura non rattrista, non immalinconisce, non è un lamento nella prospettiva tragica del proprio estrinsecarsi come fenomeno poetico. Alessandra Peluso non è interessata al pianto, ovvero all’abbandonico, al romantico che sovente in molta poesia contemporanea anche poco conosciuta, diviene il rimedio più ovvio per catturare il cuore del lettore, per intessere una fitta rete di ammiccamenti semantici tali da farlo cadere in una sorta di dolce estatica ipnosi. “Ritorno sorgente” non ha nel suo dna scritturale nulla che possa anche lontanamente appartenere all’etimo tedesco “Sehnsucht” con il quale si indica un’atmosfera intrisa di "struggimento", nello specifico quasi uno stato dell’essere paragonabile ad una malattia che spinge dolorosamente al desiderare, un desiderare che emerge dall’intimità in maniera dirompente e che è rivolto ad una persona o ad un oggetto che si ama o si desidera fortemente. Lo strappo di questo indomito desiderio trova il suo principium individuationis nel non potere raggiungere l'oggetto del desiderio, e dunque esporsi al rischio di assumere tratti patologici e/o psicopatologici. Le poesie di Alessandra si nutrono di silenzio, della tiepida carezza di un raggio di sole, di un alito di vento che scivola sulla pelle, sono poesie che si caricano verso dopo verso di energia… dall'introduzione di Stefano Donno


Alcune poesie

È un piacere intenso
incantevole, indecifrabile
è il fiorire e rifiorire dello spirito
di donna.
Fosse la vita così
sarebbe un’esplosione di bene,
sorrisi, di sole ogni giorno
e la vita, il piacere, l’amore.
****
Due anime
sole, inquiete
chissà se si toccano
pensandosi,
se si desiderano.

Intanto in un pomeriggio
di solitudine ottenuta
a morsi, lei si accarezzava
e pensava a lui
ansimando.
***
Sono confusa,
fusa con me stessa
con l’amore con l’altro

con il desiderio di sprofondare
in una profonda passione
ed esplodere.

Di gioia e piacere,esplodere.
E lasciare ogni limite,
ogni blocco, ogni no.

Il modo più semplice per ordinare il libro di Alessandra Peluso è tramite bonifico: - 1) effettuare il bonifico all'IBAN IT 95 S 05216 10900 000000006324 (se eseguirai l'ordine diretto alla casa editrice indicando "Lietocolle di Michelangelo Camelliti" avrai diritto al 15% di sconto sul prezzo e le spese di spedizione gratis); 2) effettuato il versamento inviare a manuela.camelliti@hotmail.it una mail con in allegato la ricevuta di pagamento; 3) ricordarsi di inserire nella causale l'ordine che si desidera effettuare

“RADICAL CHIC” - IL NUOVO VIDEOCLIP TRATTO DA “MUDDHRICHE” DI MINO DE SANTIS



Ecco on line il  videoclip del nuovo singolo “Radica Chic” di Mino De Santis, diretto dal regista Gianni De Blasi

E’ disponibile online (ecco il link - https://www.youtube.com/watch?v=bLqZL6QPm4A)
il videoclip di “Radical Chic” di Mino De Santis, tratto dal suo recente album “Muddhriche”, edito da Ululati, etichetta discografica di Lupo Editore. Diretto dal regista Gianni De Blasi, il videoclip è stato girato nella splendida cornice del ristorante della libreria “Liberrima” di Lecce "All'Ombra del Barocco. “Radical Chic” si caratterizza per un testo ironico e pungente, nel quale il cantautore salentino non esita a mettere alla berlina un certo intellettualismo sterile, che a volte caratterizza una certa sinistra. Emerge così una critica, senza mezzi termini, a quanti “uomini e donne liberi dal bisogno, con le spalle sempre coperte da papà”,  “gente distinta e raffinata/figli di una sinistra acculturata/che mangia, parla, beve, scrive e fa opinione ma aspetta il popolo per la rivoluzione” disquisendo per ore “sui mali della terra, sulla miseria, sulla povertà”, come della “Palestina, la vivisezione, e poi il buddismo la contro religione. L’islam, la pace, i clandestini”, ed immancabile “poi la buona cucina”. “Radical Chic” è un esempio, dunque, di come il songwriting di Mino De Santis, partendo dalle radici della cultura salentina, si sia aperto verso un immaginario poetico e critico orientato verso temi di rilevanza sociale e politica.

Il radical chic più che l'opposto del pezzente è l'opposto del "bonacciu". Quest'ultimo chiacchierando ingenuamente nel bar del paese, sorseggiando Dreher con la salopet ancora sporca di tintura da parete, riesce a decostruire realmente e un sistema attraverso la propria stessa sincerità. Il pensiero “dellu bonacciu” è vivo ed attivo e conserva onestà. Il radical chic invece è piuttosto colui il quale maschera e fa del buonismo e della rivolta un atteggiamento modaiolo in cui la sincerità non trova più spazio. La cosa più grave è che questa gente attraverso l'ignavia e l' inazione lascia campo libero all'avanzata di gran parte dei mali sociali che paradossalmente criticano bevendo vino nei locali alla moda.
Gianni De Blasi


Muddhriche, il disco

“Chi si nutrirà di queste muddhriche, che lascio qui? Non sono gli avanzi, non sono gli scarti della vita, queste note. Sono il dono di chi mi ha cresciuto, mi ha allevato, mi ha librato nell’aria. “T’aggiu crisciutu cu lu pane e senza pane, muddhrica muddrica. Ti ho tirato su con tutto lo zelo possibile”. Risuona ancora nelle mie orecchie. Perché queste sono le briciole, ma sono anche il mio nutrimento, sono ciò che mi ha insegnato ad accontentarmi e godere delle cose piccole e belle. Come gli uccelli, che vivono un’esistenza intera appagati dai manuzzuli, così ho imparato a far tesoro di quello che la storia mi ha voluto regalare. Ci hanno lasciato le briciole, dice qualcuno, ma noi, uomini del sud, tanimu lu coriu tostu e de le muddhriche nde facimu pane”. Mino De Santis

Ogni qual volta si ascolta Mino De Santis, si hanno ben chiare le sue radici, la sua storia, le origini musicali e i suoi ascolti al juke box. La voce e l'ironia amara di De Andrè, ma anche l'impegno di Stefano Rosso o la compostezza di Paolo Conte. Ma per non abbandonarsi a facili semplificazioni, bisogna fermarsi un attimo e rimettere play.
Mino De Santis è a tutti gli effetti un fuoriclasse, unico nel suo genere perché ama ancora raccontare e lo fa come potrebbe fare un fotografo con le sue istantanee, un pittore impressionista nel fermare tutto su una tela o il saggio del paese nel riferire vizi e virtù della sua gente. Con dovizia e ironia.
Anche in questo terzo album "Muddhriche" prodotto dall'etichetta Ululati (Lupo Editore) si raccolgono piccoli momenti di vita quotidiana, come fossero proprio molliche minute ed essenziali, messe insieme per farne pane e nutrimento. Ci sono le "macchiette", i personaggi del paese: "Lu prete" scaltro e smaliziato o la "La bizoca e la svergognata", apparentemente diverse ma "le stesse e l'hanno sempre saputo".
C'è la bellezza e la malinconia degli "Anni" passati tra casa, chiesa e sogni di libertà ma anche il sud amaro dei "Pezzenti"(feat. Nando Popu / Sud Sound System), quegli immigrati trattati come animali tra "patruni e capurali", senza diritti o assistenza, pagati venti euro alla giornata me definiti lo stesso invasori.
E tra mandolino e fisarmonica, si continua a raccontare di quei "Radical chic", quelli bravi a dare definizioni, che hanno così poco da dire ma tanto da parlare.
A poco a poco le "Muddhriche" compongono il quadro di un uomo che, come ben rappresentato dalla copertina del disco, dall'alto, osserva, riconosce, cerca di individuare quelle briciole, le piccole cose che continuano a dargli godimento. È un carnevale di personaggi e situazioni, dove si respira a pieni polmoni l'aria scanzonata di un bonaccio che ama quello che compone perché è il suo modo di continuare a credere al sogno di anarchia.

Tracklist
1.Anni - 2. Fiche cu le mendule - 3. Radical chic - 4. Sutta ‘na chianta te chiapperu - 5. Lu preute - 6. Porta verde - 7. La pizzoca e la sbergugnata - 8. Ieu fazzu gezz - 9. Certi culi - 10. Pezzenti (feat. Nandu Popu) 11.Arbulu te ulie (bonus track)

Mino De Santis, note biografiche
Mino De Santis - La poesia di Fabrizio De Andrè, il ritmo di Paolo Conte, l’ironia “eretica” di Giorgio Gaber, il racconto disincantato di Stefano Rosso, una passione per la big band alla Renzo Arbore. Tutto questo in un solo cantautore: Mino De Santis. Molti di voi si  stanno chiedendo certo chi sia mai costui. I programmi televisivi non lo ospitano e le radio commerciali nazionali non  trasmettono le sue canzoni eppure stiamo parlando di un artista di valore eccezionale. Quando si racconta la biografia di un artista spesso si comincia dicendo “da giovane fece il minatore”, come Tom Jones, oppure “ha lavorato in fabbrica”, per Mino De Santis bisogna usare ancora il presente indicativo e dire: quando non fa concerti fa l’imbianchino oppure il contadino, accettando un po’ tutti i lavori che ha sempre fatto per vivere. Mino non è un ragazzino, è un quarantenne che ha sempre scritto canzoni principalmente per se stesso, per i suoi amici, per quel irrefrenabile bisogno di “raccontare la vita” che ogni vero artista sente bruciare dentro. Solo 3 anni fa  fa ha prodotto il suo primo cd “scarcagnizzu”, venduto solo attraverso i suoi concerti, passato di mano in mano mentre le sue canzoni era possibile ascoltarle su you tube.  A distanza di un anno  nel 2012 esce l'album "Caminante"  accompagnato dal videoclip di 8 minuti ( quasi un corto) "Lu ccumpagnamentu" diretto dal Regista Gianni De Blasi. A luglio 2013 esce "Muddriche" ed è la seconda produzione della nuova etichetta "Ululati" di Lupo editore, anche in questo caso è stato prodotto un videoclip con la partecipazione di Alessandro Haber e Nandu Popu dei Sud Soun System per il singolo "pezzenti" .

Un florilegio critico

“Un artista da seguire…” (Vincenzo Mollica, DoReCiackGulp! RaiUno)

“E’ un carnevale di personaggi e situazioni, dove si respira a pieni polmoni l’aria scanzonata di un bonaccio che ama quello che compone perché è il suo modo di continuare a credere al sogno di anarchia” (Raffaella De Donato)

“Allo sguardo di De Santis nulla sfugge, non un gesto, non una parola” (Raffaele Gorgoni, Tg3)

“Mino De Santis si fa notare per la sua verve ironica, da Gaber saletino” (Tommaso Ricci, Tg2)

“Attraversarsi le note come spettatore disincantato tra parole abusate e “tipi” di ogni giorno. Cerchi una briciola che nutra e la trovi nelle parole-musica, nei treni in partenza, nei colori di un fiore antico, nella voce calda, in un amore” (Sandrina Schito)

"Il Salento trova nuove parole, quelle puntute, del graffio autoriale. Anarchiche quanto basta per tener desto l'animo e l'occhio allo sguardo: quello dritto, che mai s'inchina e fa riverenza. Mino De Santis è così, ama il ridere, il soffio e lo spiffero. (Mauro Marino)

Mino De Santis è un ascolto che il tempo e la pratica portano a metabolizzare. Non è la risata di turno ciò che arriva e resta. Ma un ondulato senso di profondità che scolpisce immagini nella memoria e libera l'ascolto dalla superficialità attorno (Erika Sorrenti e Francesco Aprile)

Mino ha scritto una pagina di canzone popolare vera, del popolo del Salento che si libera dalla pur splendida prigionia del tamburello, dell'organetto e del violino e approda ad un linguaggio nuovo, fatto di dialetto e di italiano colto al volo, masticato, rimasticato e sputato fuori in una nuova forma di colostro, vero alimento con il quale crescere i piccoli. Musica accattivante, di uno che sa suonare la chitarra, la lascia nei suoi accordi semplici, quasi ondeggianti come un materassino gonfiabile sulla bonaccia (Pino De Luca)

Autoironico e impietoso … lo definirei un "verista" per come descrive la realtà sociale e soprattutto quella di tanta umanità. Ha il suo modo singolare di vedere la realtà e di declinarla in versi. E' un sognatore ingenuo e intellettualmente onesto. Insofferente a qualsiasi regola, non scenderebbe mai a compromessi, ha l'anima libera e resta anarchico anche quando non sarebbe il caso. Ha una singolare genialità, un'autentica vena artistica che differisce da qualsiasi accomodante musicalità "popolare" oggi cosi volgarmente e insopportabilmente stereotipata (Giuseppe De Santis)

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venerdì 22 novembre 2013

Ferzan Ozpetek con Rosso Istanbul (Mondadori) alla Feltrinelli point di Lecce



Sabato 23 novembre 2013 alle 18,00 alla Feltrinelli Point di Lecce in via Cavallotti 7/a  Ferzan Ozpetek incontrerà il pubblico per un firmacopie del suo ultimo libro  Rosso Istanbul (Mondadori)


Tutto comincia una sera, quando un regista turco che vive a Roma decide di prendere un aereo per Istanbul, dov'è nato e cresciuto. L'improvviso ritorno a casa accende a uno a uno i ricordi: della madre, donna bellissima e malinconica; del padre, misteriosamente scomparso e altrettanto misteriosamente ricomparso dieci anni dopo; della nonna, raffinata «principessa ottomana »; delle «zie», amiche della madre, assetate di vita e di passioni; della fedele domestica Diamante. Del primo aquilone, del primo film, dei primi baci rubati. Del profumo di tigli e delle estati languide, che non finiscono mai, sul Mar di Marmara. E, ovviamente, del primo amore, proibito, struggente e perduto. Ma Istanbul sa cogliere ancora una volta il protagonista di sorpresa. E lo trattiene, anche se lui vorrebbe ripartire. Perché se il passato, talvolta, ritorna, il presente ha spesso il dono di afferrarci: basta un incontro, una telefonata, un graffito su un muro. I passi del regista si incrociano con quelli di una donna. Sono partiti insieme da Roma, sullo stesso aereo, seduti vicini. Non si conoscono. Non ancora. Lei è in viaggio di lavoro e di piacere, in compagnia del marito e di una coppia di giovani colleghi. Ma a Istanbul accadrà qualcosa che cambierà per sempre la sua vita.
Tra caffè e hamam, amori irrisolti e tradimenti svelati, nostalgia e voluttà, i destini del regista e della donna inesorabilmente si sfiorano e, alla fine, convergono. Questo libro è una dichiarazione d'amore a una città, Istanbul. Rossa come i melograni, come i vecchi tram, come i carrettini dei venditori di simit, come certi tramonti sul Bosforo che mischiano lo scarlatto al blu, come lo smalto sulle unghie di una madre molto amata. Ed è, insieme, un libro sull'amore, nelle sue mille sfumature. L'amore che non conosce età, paese, tempo, ragione, differenze di sesso. Che sceglie e basta. Una storia romantica, imprevista e nostalgica che racconta di un regista, di una città e di un ritorno. E poi, come una scatola magica, di una storia nella storia. Proprio come in un film di Ferzan Ozpetek, se decidesse di raccontare la sua.


Ferzan Ozpetek, regista e sceneggiatore, è nato a Istanbul, ma dal 1976 vive a Roma. Nel 1997 esordisce con Il bagno turco (Hamam), cui seguono Harem Suaré, Le fate ignoranti, La finestra di fronte, Cuore sacro, Saturno contro, Un giorno perfetto, Mine vaganti, Magnifica presenza. Ha inoltre diretto Aida (2011) e Traviata (2012). Ha vinto i più importanti premi e riconoscimenti cinematografici e nel 2008 il MoMa di New York gli ha dedicato una retrospettiva.

           
Info – Feltrinelli Point
7/A Viale Cavallotti Felice, Lecce, Le 73100
0832 331999